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10 settembre 2004

La meditazione di completamento della settimana sta tutta nella parola “difesa”. La quale cosi’ facilmente diventa snobismo, isolamento, perfino aggressivita’ eppure mi sembra sempre piu’ imprescindibile, sempre piu’ essenziale. Le difficolta’ vere naturalmente cominciano dal mio peggior nemico, me stesso, l’unico essere che puo’ penetrare davvero nella mia area essenziale e fare disordine. Il modo corretto di esprimersi: chiunque sostituisca la necessita’ di una disciplina con la necessita’ di una filosofia deve essere molto disturbato. (Edward Matchett: “To use a philosophy rather than a discipline is the height of folly…”.)

Finding the right question is an art. Finding the right answer is a craft.

10 settembre 2003

A Trieste, all’assessorato alla sanità e politiche sociali, per una riunione politica, in cui si fanno affermazioni politiche che nulla hanno a che vedere con l’oggetto apparente che è la istituzionalizzazione delle biodiscipline. Il mio ruolo non è definito anche se Gianni Pizzati preannuncia una mia convocazione ad uso definizione di questo ruolo.
Che deve essere, e credo possa, una funzione di comunicazione, modelli e processi di comunicazione che devono essere rivisti, ridefiniti, riorganizzati. Non intendo prendere le promesse sul serio più di tanto, ma è una gran buona notizia.

Lunghe meditazioni al QG, seguite dalla visione di uno splendido documentario sulle prove del gruppo di Sting, in Toscana, la stessa settimana, finita con un mondo intero, di due anni fa, quando stavo a Murano a tentare di trovare una posizione in quello stesso mondo che veniva così duramente colpito. Non riesco più a vedere le tracce di quel mondo intorno a me, e continuo ad incontrare persone che sono radicate lì, con la mente, il corpo, il cuore. Non riesco ad essere solidale con la loro sofferenza.

10 settembre 2002

Pulizia, di nuovo, a mettere le mani su una quantità di cose dimenticate, di cui non sapevo nulla e di cui, forse, dovrei sapere qualcosa. Ma la pulizia in sé, adesso che i traslochi non avvengono più nella mia vita, è rassicurante. Nella ricreazione del mondo abbiamo un grande, importante, definitivo, ruolo.

La mia posizione, nel cuore spazioso del QG, indefinita. Attraverso lo spazio come a riempirlo, per poi scoprire di essere invisibile, o inviso, o invadente. Gabriele ha spiegato, di nuovo in modo impreciso, quale sia la questione dei soldi: quest’uomo è carico di responsabilità, emotive e psichiche, e questo carico per lui è semplicemente troppo.

La visita, verso sera, di una sempre meno giovane e dimenticata Alessia Saccari che ci ha ringraziato per averle dato modo di pensare che il suo ricordo di Angelo non era del tutto inventato: abbiamo fatto questo?