30 agosto 2004

Un rientro in ufficio piuttosto extradimensionale ed onirico, come non provavo da molti mesi. E’ piuttosto difficile immaginare l’intercity della notte come un posto adatto agli insight creativi ma cosi’ e’ andata stamattina, come in un esercizio ben riuscito sono molte le visioni praticabili da subito che ho avuto. Uno strano e deserto clima oggi in ufficio, con un particolare senso di abbandono e fine, come se davvero qualcuno stesse immaginando per il centro un futuro diverso da quello conosciuto. Ho sentito chiaramente presenze molto familiari oggi, vedo Angelo nei girati che i reporter portano per la diffusione e la mancanza di montaggio rende queste immagini aliene ed irreali. Ma la sensazione che questo sia il miglior posto in cui io posso stare aumenta, si chiarisce e si perfeziona. Molto silenziosa la sera in casa, mentre Toni aspetta al piano di sotto i suoi amici per uscire. I bambini al telefono fanno fatica a ricordarsi di me.

30 agosto 2003

Torno a Spinea in treno, senza soffrire troppo il caldo, forse l’estate sta finendo, forse sono solo abbastanza calmo. La bambina e Stefania mi vengono incontro a Mestre, luminose e radianti. Se solo la vita fosse sempre così semplice.

Una serata con la famiglia di Stefania, in versione molto estesa, a casa dello zio Paolo, il fratello di sua mamma. Buffo e divertente, e facciamo davvero tardi con i poveri bambini sfiniti insieme ad un centinaio di persone.

30 agosto 2002

Sono un po’ perso in questa piccolo mondo in cui mi stendo così volentieri, le spese di mattina e piccole commissioni nel pomeriggio, e poi ritmato fra le mie piccole letture e le esigenze della piccolissima Greta. Mi sono sollevato a consegnare la telecamerina all’assistenza e domani arriva il nuovo software. Incontrare Adriano, la sera, e anche Chiara, non mi consola affatto, come se non ci fosse nessuna vera speranza tra di noi.