25 agosto 2004

If we act on principle, much of the rest is superfluous.

If we live by a code of conduct, much of the rest is superfluous.

If we abide by consensual rules, we are relatively free of major conflicts.

Stamattina l’ufficio ha un nuovo ordine, che mi ricorda che sta iniziando una nuova stagione e questa settimana e’ quella che mi permette di adattarmici. Continuo a svegliarmi tardi, cosa che rende gli esercizi impossibili, senza che io riesca a capire perche’. Il problema con la mancanza di esercizio e’ che diventa molto difficile ritrovare il ritmo, ed io ho molto bisogno di ritmo, considerata la mia recente incapacita’ di memoria. Il futuro del progetto sine ira et studio mi si spiega senza sforzo davanti agli occhi oggi, luminoso e definito, e nel pomeriggio Enrico mi annuncia buone notizie, definizione sua, la Fondazione per il progresso e la liberta’ delle scienze ha deciso, nelle parole di Stasi, di patrocinare il nostro progetto direttamente, anziche’ sostenerlo soltanto lateralmente come previsto. Questo provoca in me sentimenti misti: il mio progetto e’ piccolo, mobile, intelligente. Ogni ridimensionamento mette in pericolo la sua intelligenza, perche’ non possiedo una connessione utile per ampliarlo. Ma la visione di oggi era stranamente piuttosto allargata e decido che saro’ all’altezza di qualunque dimensione mi venga correttamente richiesta. Intendo correttamente nel senso esattamente opposto ai modi di Luxa. Una serata leggermente difettosa rispetto alle due precedenti, ogni volta che la mia connessione in rete e’ difettosa, anche il mio umore lo e’. pesno che questo debba migliorare.

If we act non-consensually & in violation of house rules; or unfairly; or dishonestly; or in denial of respect for the legitimate rights & concerns of others: we set in motion a series of events which, eventually, will lead us to complain of how much the unfairness of life presses down upon us.

25 agosto 2003

“A thought of dislike … becomes one of animosity, then of hatred, and ends up completely taking over the mind, until we finally express it in the form of words or deeds”. (Matthieu Ricard from “The Monk And The Philospher” p.72).

Altre notizie da un vecchio compagno d’arme, che mi manda i suoi saluti in modo discreto (vile?). Cosa pensare se è così difficile aiutarmi, forse che la mia disposizione, pur essendo tanto cambiata, non è ancora abbastanza adatta? Devo forse aspettare che la mia sincronia con il mondo cui il mio compagno appartiene si attui e si stabilizzi?

25 agosto 2002

Ripuliture definitive in corso, ancora piacevoli anche se è Toni a fare gran parte del lavoro, come dovrebbe cessare di essere. Il processo infatti è molto più lungo di quanto io sappia prevedere, ma la sera il risultato è rilevante. Perché ho aspettato così tanto?