“If you know what you’re doing, you don’t know what you’re doing”.

17 agosto 2005

Affondato nella necessità di silenzio mi prendo un pomeriggio ampiamente libero, in questa stagione di ozio ed assenza. Avremmo bisogno di vacanze, ma non ce n’è quasi lo spazio. LC poco familiare e una nuova connessione pubblica.

17 agosto 2004

Ben determinato a godermi l’ultimo giorno intero affondo voluttuosamente in questa deliziosa piscina che anche i bambini apprezzano moltissimo, oramai familiari e sereni. Il nuoto in uno spazio circoscritto e compreso e’ sempre stato una delizia per me che non ho alcun interesse per il grande mondo. La mia agorafobia trova completa soddisfazione in questa struttura completa, nella quale riesco a passare anche piu’ di due ore senza rientrare in casa. Ancora oggi non ho alcuna tentazione di affrontare il mare aperto e, a parte i giochi sulla sabbia e qualche timido contatto con l’acqua piu’ fredda e per nulla attraente, nemmeno i bambini, sembra, per ora. La giornata ha una sua qualita’ circolare, completa, conclusa.

17 agosto 2003

Le mie condizioni migliorano, ma tutto il mio impegno e’ rivolto alla gestione dell’acqua che deve in qualche modo attraversare il mio organismo preferito, prima di lasciarlo per sempre. Mi sveglio in mezzo a pensieri che non so davvero a chi appartengano, come se qualcuno stesse sognando al posto mio o, alternativamente, fossi inavvertitamente entrato nel sogno di un altro. Odio l’estate ma: se solo la vita fosse sempre cosi’ semplice.

17 agosto 2002

Perso nella contemplazione degli scaffali che reggono così mirabilmente il frutto della mia (estesa) tumescenza fono e bibliofiliaca, ammetto la mia soddisfazione. Forse per la prima volta nella mia vita ho affermato il mio dominio in una stanza, badando ad ogni singolo momento e dettaglio dello spazio ho accettato le responsabilità che a questa casa mi legano.
Le due donne con cui passo così volentieri le mie giornate sono chiuse da sole nella stanza gialla in questo momento, a proposito di inaspettate evoluzioni, e quando ne usciranno, dopo aver specialmente attivato l’una i chackras dell’altra, non saranno più le noiose e diffidenti femmine che passano il loro tempo ad osteggiarsi, e la nostra famiglia farà un altro piccolo, ma rilevante, passo in avanti.
Se Dio vuole, prima della fine di questa gravidanza, prima dell’arrivo dell’anno nuovo molti dei nostri compiti, dei nostri ruoli, dei nostri carichi di richieste, saranno ridefiniti.
Intanto, immersi nel contro-esodo dei coatti vacanzieri, rientriamo nel nostro rifugio da ridefinizione in mezzo a nuvole di ostili animaletti volanti.