16 agosto 2004

In un nuovo ritmo, ancora piu’ rilassato, grazie al rinnovato equilibrio della mia schiena che e’ tornata ad essere un organo di senso. Piu’ breve il tempo in piscina ma non riusciamo a lasciarci attrarre dalla spiaggia, per quanto molto poco affollata. Avrei detto che la nuova spiaggia sarebbe stata un centro di attrazione per noi, ma cosi’ non e’ stato affatto. Una gradevole sorpresa dal mio figliolo maggiore che viene a trovarci mentre stiamo dormendo nel pomeriggio, da solo con la moto. La sua dedizione e la sua disponibilita’ saranno premiate nella vita, cosi’ come la sua pulizia. Ma non sono queste le qualita’ che il mondo gli chiede. A guardarlo mi chiedo se ci sia davvero solo spazio per i figli di puttana (quelle vere). S.Rocco e’ il santo protettore nel paese in cui sono nato io, e pure in quell’altro in cui ho passato dieci anni in cima alla scogliera. Ed e’ infine il santo di oggi.

L’intero giorno sembra essere il risultato di questa estesa permanenza, tutto cio’ che ci occorre ha trovato il tempo di diventare familiare, comodo, perfetto. Anche senza giornali e televisione ogni momento e’ fruttuosamente usato, e non solo dal punto di vista dei bambini, che restano il motivo per cui siamo qui, in questa particolare struttura. La mia riflessione e’ tutta su questa idea di familiarita’, senza la quale nessuna idea di vacanza e’ realizzabile nel mio spazio privato, sembro in effetti ancora capace di adattarmi, e probabilmente questa e’ la cosa piu’ sorprendente dell’estate.

16 agosto 2003

The capacity to “be amazed” on call, as it were, is a function of true mastery (would mistery be the feminine equivalent?).This is the assumption of innocence (amazement) within a context of experience.

Giornate impegnative alla fine delle quali le operazioni compiute ci riportano al momento preciso della sveglia. Non e’ cosi’ male tutto considerato, non siamo mai scivolati al livello inferiore infatti. Forse tutta la nostra vita si e’ svolta in questo modo.

16 Agosto 2002

La sensazione, guardando queste due meravigliose donne alle quali devo così tanto, è che in questo bambino sta il vero punto.
Accettare Greta è stato davvero fin troppo facile: una meravigliosa bambina che viene a dare gioia e freschezza a questi anni di maturità che si dispiegano di fronte a me, a noi. Chi è il pazzo che avrebbe fatto fatica a distinguere la possibilità di una nuova, entusiasmante vita, dalla routine dell’abitudine un po’ rinsecchita e trita?
Ma l’arrivo del nuovo bimbo, così inaspettato anche se così atteso, così poco razionale anche se così profondamente appropriato, muta davvero, e definitivamente, ogni percezione di noi stessi. E pare che nessuno di noi desiderasse altro da questo.
Le condizioni erano chiare, il mutamento, e cioè la conquista del desiderio profondo, doveva passare dall’accettazione della necessità che questo essere aveva, e da tempo, di venire alla luce. Nulla si sarebbe mosso, né sarebbe stato visibile, senza che ci arrendessimo, che io mi arrendessi alla sua venuta. Adesso molte cose che non lo erano, diventano possibili.