3 agosto 2004

La notte dei bambini e’ stata meno serena di quella precedente, soprattutto per Ferro che sente la mancanza della mamma, anche di notte e per tutta la mattina. Di nuovo al centro a meditare soprattutto sulla mia inutilita’, mentre i bambini sono di nuovo con Rocco e Giulia, la quale svela una sorprendente abilita’ nel trattare Greta, cosa che mi dice molto sulla sua qualita’ umana, che e’ facile da sottovalutare ma che ho cominciato da un po’ a considerare molto di piu’. E’ probabile che funzionino bene anche come coppia ma Rocco sembra essere piuttosto confuso. Spero che i bambini siano piu’ sereni di quanto e’ stato lui ma la mia vita non sta diventando piu’ facile e non so quello che sto comunicando, certo la mia condanna pesera’ anche su di loro.

Partenza quindi su un orribile treno rovente, e niente come i treni mi da l’esatta dimensione del paese in cui stiamo vivendo le nostre esistenze “politiche”, ma i bambini sono eroici e si limitano a pisciare nel corridoio (Ferro) e a rotolarsi sullo stesso fin sotto i sedili (Greta e Ferro), ma solo negli ultimi venti minuti. La serata si completa in una strana atmosfera di lutto, il nostro solito gelataio e’ morto sulla moto infatti e di minaccia, vento e pioggia segnano tutta la notte, provocando disastri nella campagna tutto intorno.

3 agosto 2003

“Life is hard here, very hard, and music sustains it. There is a lot of passion, and where there is passion, something is possible. I will explain it to you with a comparison: Music, in Europe, is art; in the United States, it’s entertainment, but here, it’s nourishment, it’s needed to live.”

Probabilmente è ingiusto dire che io sia abbandonato a me stesso, la mia famiglia più stretta, quella che riguarda i miei figli e le mie adorate mogli, mia madre, mio fratello, sono vicini a me, di me si occupano e di me si preoccupano. Gabriele, il mio insostituibile sostenitore più acceso, crede che ci un futuro che ci riguarda e che ci darà da vivere, e non manca di farmelo sapere, di ricordarmelo incessantemente. Marko ed Ajra hanno saputo, negli ultimi anni, darmi sostegno e motivi per lavorare e soprattutto restare unito ad un gruppo di persone che è stato fonte di luce e pace. Per questo sono riconoscente e grato. Ma ci sono cose alle quali non riesco ad adattarmi, sostanzialmente l’abbandono da parte di Angelo e da parte di Adriano, che considero come l’abbandono da parte del mondo intero. E non riesco ad uscirne, emotivamente. Questo toglie la mia energia ai miei bambini, e questo mi tiene sveglio alle 4.30 del mattino.

3 agosto 2002

La bambina ha passato una notte travagliata, come se sentisse la mia presenza come molto insolita: è molto indicativo osservare le sue reazioni, che non sono mai il risultato di abitudini o idee, agli eventi che la toccano. Se ci fosse la possibilità di vivere i mutamenti senza fondarsi sull’abitudine o sull’idea che abbiamo di come le azioni altrui dovrebbero svolgersi, se fossimo capaci di vedere il mondo così com’è, sempre lo stesso, sempre diverso, la nostra vita sarebbe molto meno noiosa.