29 luglio 2004

Del tutto impressionato dalla fluida insicurezza e superficialita’ di questi vicini che nessuna colleganza con me possiedono. Alienato e confuso mi riferisco a queste note che sono una ottima ancora per la memoria. La funzione della memoria e’ molto spessa quella di fornirci una identita’ anagrafica, a buon uso di cio’ che crediamo di essere, la nostra autobiografia. Ma i concetti che maggiormente mi stanno a cuore, identita’ e comunita’ quando queste sono definibili come “vere” in buona fede, necessitano di ben altri spessori di realta’. Inquieto ed irascibile rimango compreso nella necessita’ di comunicare i miei autentici sentimenti, la qual cosa non devo non voglio e non posso. E molta della mia energia e’ impiegata in questo buffo compito. Mentre i miei bambini si domandano dove io sia finito.

29 luglio 2003

It is not enough to take photos of these buildings, put them on the wall or use them as screen-savers, and marvel at the wonders of an earlier age. The architecture is internal, the building external.

Mi sento ritirato, in una casa in cui di colpo tutto è cambiato, per sempre. Come se avessi determinato qualche cosa, semplicemente per tutte le cose di cui non mi occupo, come se il mondo che vedo svanire avesse avuto bisogno del mio intervento per poter durare ancora un po’ di tempo. La gioia, che in questi giorni costituisce una presenza certa e positiva, deriva anche dalla consapevolezza, sempre più precisa, che il mondo come lo conoscevamo stia proprio svanendo. L’unica perplessità, per quanto mi riguarda, consiste nella percezione comune, che quando non è immersa nel terrore è tutta rivolta ad un confuso rimpianto. Ma il nuovo raccolto sta maturando nei campi, e molto presto ci sarà molto lavoro per tutti: occorre che la voce si diffonda. Perché siamo tutti sulla stessa barca.

29 luglio 2002

Faccio così facilmente presto a perdere la nozione del tempo che passa velocissimo, standomene chiuso in casa impegnato in quella che sembra essere una azione senza fine: ordinare il mio archivio. È impressionante come la stazione, e l’azione del resto, che amo di più è anche quella che più mi allontana dal contatto con gli altri, quello che probabilmente è ciò di cui ho più bisogno.