28 luglio 2004

Ringrazio il cielo ogni giorno per la mia profonda mancanza di buonumore:

“Piu’ si e’ di buonumore piu’ le facolta’ di giudizio si appannano e meno si e’ motivati ad un giudizio analitico e complesso, propensi piuttosto ad una certa ferocia nei confronti di chi, con il suo malessere e i suoi comportamenti da infelice, devia dal totalitarismo del “tutto e’ bello”. C’e’ una certa specularita’ tra l’impressionante diffusione della depressione e la mania sociale della felicita’.”

Marina Terragni

Prego la terra ogni giorno perche’ faccia apparire ogni mio gesto come pieno di buonumore.

L’ordine degli Avvocati di Trieste ha stabilito di potermi concedere il patrocinio gratuito di cui ho bisogno nel mio ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. La questione e’ controversa ma si tratta di un contributo Regionale per la nascita di Ferro, che non sembra essere un bambino in regola, ma lo e’.

28 luglio 2003

Sometimes there are records left of particular pieces of work, or schools in action. Sometimes these are pieces of architecture, such as those that give me hope when touring Europe. Sometimes pieces of literature have an echo of something more distant. Yet all these external pieces of work, however real, however “objective”, are only fingers pointing to the moon.

Il mondo nuovo, appare nella sua sfolgorante potenza dietro ai titoli dei giornali, alle immagini televisive che sembrano parlare di devastazione per chi sta tutto raccolto nella memoria del mondo antico. La sottile differenza tra l’alba e l’imbrunire, in quel momento in cui il buio sembra avvolgere tutto, tutta qui la necessità di percezione corretta: se la mia visione conta qualcosa, se la mia memoria contiene qualcosa non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma molto di cui occuparsi subito. Il vuoto di azione contiene la paura, la confusione, l’inferno.

28 luglio 2002

Un gradevole incontro con Tiziana mi ha fatto ricordare il gusto delle mie privilegiate conversazioni, con la crema dell’intellighenzia triestina di sinistra, degli anni passati. Forse è singolare quanto mi abbia spiegato, parlando di sé stessa, del sentimento più comune e diffuso che c’è, più o meno consciamente nei miei confronti. Il fatto è che a parte le relazioni personali più o meno autentiche e più o meno mediate da Angelo non sento affatto la mancanza di questi incontri. Continua ad esserci una tale dissonanza di esperienze, aspirazioni e forse anche intelligenze da restare molto facilmente senza fiato.

Così di corsa ad incontrare il mio fratello anziano preferito che inondo di parole per sfogarmi un po’, spero che possa perdonarmi, prima di andare a pranzo dalla mamma. Inizio ad immaginare di smuovere una parete di libri ed una di dischi senza riuscire a vedere bene come.