26 luglio 2004

La partenza la mattina presto, dopo aver lasciato la macchina in stazione perche’ Toni la possa prendere, mi lascia per l’intera mattinata in uno stato di gradevole sospensione, mentre mi chiedo dove abbia conosciuto la ragazza che mi ha fatto compagnia in treno. Ma dopo aver mangiato con la mamma e Rocco e Giulia e Toni ed essere rientrato in ufficio una nuova stazione mi si presenta, quella abitata da persone chiuse nella propria testa,piene di sofferenza ed inconsapevolezza, attraverso le quali qualunque dimensione maligna puo’ attuarsi e per le quali posso chiedermi, in verita’ senza speranza, cosa io possa mai fare per aiutarli. Una serata di silenzio, Grazie al mio superiore, mentre Toni tenta affannosamente di recuperare un numero imprecisato di ore di assenza dall’ufficio: facciamo ciascuno quello che puo’, mentre questo tempo affannato si divincola e ci scivola tra le mani.

26 luglio 2003

Automatic behaviours, unwitting, without intent, do damage.

Partenza presto, per essere a Montegrotto prima delle dieci, in realtà arriviamo alle nove grazie al traffico ridotto (in questo senso dell’autostrada). Molto pacificamente accompagno la mia Prima Moglie ad uno dei suoi weekend di gioco, che hanno salvato la sua vita e allontanato così tanto le nostre.

Aspetto, con illimitata pazienza, che Stefania si risintonizzi con me, che riscopra lentamente la sua appartenenza ad un mondo che mi riguarda, in cui sono visibile, tangibile, utilizzabile. L’amore che ho per questa donna è della migliore qualità immaginabile nella mia piccola vita, ma niente sembra essere sufficiente per lei, come se il mondo intero le dovesse qualche cosa di più. Ah, le gioie del matrimonio, a toccare e baciare questi meravigliosi bambini. A toccare e baciare questa meravigliosa donna, che si gira e va a farsi una doccia.

26 luglio 2002

Di corsa in partenza con la macchinina per trovare un medico che risparmierà a Greta le orribili procedure della vaccinazione. La cosa più stramba è quanto non siano in realtà veramente imposte dalla legge, i magistrati sono gente troppo pigra e indaffarata per occuparsi della miriade di leggi assurde che nessuno rispetta, ma solo dall’uso e dal timore del meccanismo perverso della conformità. La cosa sembra risolta molto facilmente grazie alla collaborazione delle brave persone che in questi casi a volte emergono.

Partenza per Trieste, quindi, su un treno davvero troppo accaldato e colmo di ragazzini stranieri che gridano, abbandonati a sé stessi. Rientrare in città è sempre una sorpresa, riesco sempre a stupirmi del clima emotivo, fisico, eterico che trovo. Ci sono misteri che resteranno tali per sempre, temo.