7 luglio 2004

Sembra la stagione in cui piu’ profondamente devo misurarmi con me stesso. E con le cose che di me stesso non so, che potrebbero essere ancora molte. La stagione in cui ho piu’ bisogno di aiuto e piu’ sono grato per quello che trovo, che davvero non e’ poco. E’ in questa luce che in questi giorni vedo l’intero operato di Angelo, il quale senza essere nemmeno abbastanza cosciente del suo agire non potrebbe comportarsi meglio con me. Che ho bisogno di guardare direttamente la perversa disposizione che il mio ego assume in alcune condizioni, che non mi interesserebbero e non penserei mi riguardino normalmente, che ho bisogno di evolvere velocemente le poche qualita’ che ho a disposizione, in un processo di adattamento cosi’ essenziale per la mia intelligenza. E’ anche la stagione in cui piu’ devo difendermi dalle richieste pressanti di chi vuole rendermi parte dei SUOI problemi, e le due attenzioni non sono facili da conciliare.

7 luglio 2003

An authentic teacher of music connects the student to the Intelligence that gives rise to the music. An instrument is only a way in.

Ancora queste tensioni lancinanti di fronte alle quali mi pongo come posso: se fossi un uomo furbo le farei scivolare ma non riesco a volte ad evitare di puntare i piedi. Le provocazioni che Stefania è capace di far emergere per darsi ragione mi ricordano così tanto le mie. I disturbi della mente, che forse abbiamo tutti ma che certamente ho io, possono distruggere completamente la capacità di godersi la vita, anche in una situazione magnifica come quella in cui credo di vivere.

Sotto con l’incontro alla Delonghi quindi e fino a qualche minuto prima ancora provocazioni che Stefania sente venire da me ed io sento venire da lei. Di solito le lacrime non sono le mie però, mai in casi come questi.

7 luglio 2002

Ancora le nostre curiose passeggiate attraverso il centro, in una città che mi tratta come se le fossi estraneo, sembra che Stefania abbia ragione quando dice che nulla cambia mai. Ma l’aria è dolce e non ce la passiamo davvero male. Ho tutto l’amore che mi occorre intorno.

Domenica verso il Tommaseo, per caffè e dolci, a completamento di una settimana di dolcezze, infatti, e silenzio. Stefania sembra un po’ stanca e, forse, turbata. Toni sembra molto serena e forse, triste. La giornata rimane equilibrata, abbiamo davvero fatto dei passi avanti, e la direzione sembra davvero essere quella giusta. La mia attenzione è rivolta al pensiero per cui il mio personale equilibrio, la mia accettabilità nel circolo della salvezza e la mia plausibilità sociale, rimane poco probabile alla luce della mia visione, diciamo così ma temerei di essere supponente, interiore. Quel che mi pare stabilito è la scarsa opportunità, se non la impossibilità, di fare quello che, sopra la mia testa, qualcuno intende che io faccia.

Di nuovo in partenza quindi, senza bagaglio e senza sapere quanto resterò a Venezia, nella piccola macchina di Stefania, in coda con i turisti che tornano dalle spiagge. Mi chiedo quale spazio nuovo potrò occupare, mentre il mio piccolo mondo si dimenticherà di me stesso.