2 luglio 2004

L’aria del venerdi’ produce una strana calma, cosi’ come una strana eccitazione, ed e’ il giorno in cui piu’ mi pesa il fatto che non ho niente da fare. E’ incredibile come posso passare l’intera giornata oscillando fermo e sicuro tra un lavoro e l’altro che sono completamente invisibili. Partenza un po’ ritardata oggi, per accompagnare Toni, che parte per Perugia, a Treviso ad un’ora decente. La lascio a casa di Valeria, che non c’e’ ed allontanandomi per l’incognita campagna di Villorba mi accorgo di non conoscerla affatto: come faro’ a sentire la sua mancanza?

Greta e Vasco sono contenti di vedermi e completamente sereni in mia assenza, posso chiedere di piu’ per ora?

2 luglio 2003

Risonanze dall’incontro di ieri e mi spingo fino al QG per ascoltare come si sente Gabriele. Nuove importantissime visioni nello studio audio: Neve 1081, autentiche riedizioni AMS, in numero di quattro, nessuna voce passerà più inosservata da oggi.

Rido al pensiero dell’interesse di King Crimson per la tecnologia, come da intervista audio contenuta nel programma di sala. Ricordo una maggiore attenzione, e passione, per l’argomento ma in fondo è definitivo: io amo la tecnologia, essa risuona in me come se contenesse musica, sono stato esposto a tecnologia benedetta, densamente abitata dallo Spirito e come tale viva e vibrante, per quanto spesso piuttosto erratica, proprio nella misura in cui è viva e vibrante. La dotazione tecnologica più interessante, la migliore, ha una caratteristica sottile: è incontrollabile.

La massima fascinazione che posso intendere, per quanto riguarda la cura e la connessione tecnologica, si trova, piuttosto indirettamente, nel lavoro di Brian Eno, più precisamente in quello di Daniel Lanois, così attentamente americano senza essere mai stucchevole, e pure quello di Michael Brook, così minimamente economico, meno miliardario del primo.

La lezione più appassionante viene senz’altro da Laurie Anderson però , specie dal suo lavoro con Brian.

2 luglio 2002

Una tempesta metereologica oggi, dopo una notte in cui non è stato facile dormire, vento che gira e nubi minacciose: mi chiedo come si possa vivere, nel corpo di Greta, queste profonde mutazioni di temperatura ed umidità. Il pomeriggio nel sole, comunque, in una giornata standard delle isolette istriane che mi piacerebbe, in fondo, considerare casa mia.