29 giugno 2004

Un notevole nervosismo, attraverso tutta la giornata, come se dovesse piovere, o i confini del cielo dovessero spostarsi senza una precisa determinazione. Mi scivola di mano l’appuntamento con le suore che presentano il nuovo asilo di Greta, un uomo senza agenda, ne’ scritta ne’ nascosta, che deve organizzare il suo tempo molto, molto meglio. E poi in Casa della Musica, ad assistere alla registrazione di Markus Stockhausen, gentilmente invitato da un Gabriele un po’ triste e molto sottotono. La piacevolissima sensazione che la regia mi ha sempre dato e’ quasi completamente sciupata da una greve ombra di disagio, quasi angosciante, che non capisco e che non voglio approfondire. Nonostante la brillantissima prestazione del trombettista non riesco a rimanere a lungo ne’ a proporgli una intervista televisiva e seguo Gabriele dopo meno di un paio d’ore di ascolto. Una serata che continua ad essere piuttosto nervosa, mentre Toni esce a cena con i suoi allievi e Stefania e’ molto turbata dall’atteggiamento dei bambini vicini di casa che maltrattano (molto) Greta, guardare un film alla televisione e’ la soluzione migliore che riesco a trovare. La miglior battuta della serata: non e’ lui che ha smesso di parlarti, sei tu che hai smesso di ascoltare. Seconda miglior battuta: squillera’ il telefono, sara’ chi-sai-tu, e tutto tornera’ a posto.

29 giugno 2003

you will not grow much in being until you drop personal ambition; personal ambition is replaced by personal aspiration; at the point where you let go of your hold on music, music may take hold of you. Personal demands constrain the expression of music and once released, you become directed increasingly by your muse. Then, music becomes your vocation rather than profession: you act in service to music.

Lasciamo scorrere la settimana, mentre il caldo impedisce ogni attività senziente: sono certo che molta parte della responsabilità del mio isolamento è propriamente mia, ma non so più da che parte guardare. Confido in Gabriele, l’uomo che dà una versione della storia simile alla mia. Nessun altro sembra poterlo fare, nessun altro sembra ricordare nulla di simile a me.
Greta ha diciotto mesi, in pratica una donna, e il suo viso e le sue azioni riempiono la mia vita di senso, di conforto, di speranza.

29 giugno 2002

Una strana giornata in cui il tempo oscilla vertiginosamente tra uno stato e l’altro. Dovrebbe essere una normale giornata di giugno ma mi rendo conto che sono passati molti anni dal momento in cui il mio senso di giugno era equilibrato e con i piedi per terra. L’arroganza senza fine di questa strana creatura, e non mi dimentico della sua innata disposizione alla difesa, rende difficile la vita di molti. È molto facile oggi pensare alla naturalezza con cui sono stato rimosso e dimenticato. Ora il punto sembra essere guardare ad un apparente svantaggio come ad un vantaggio e, devo dirlo, non mi pare affatto difficile. Gabriele dice un bel po’ di cose completamente nuove, in un certo senso, ed è molto incoraggiante osservare l’evoluzione del suo pensiero: non è la paura a dominarlo, ma al contrario una certa aggressività. Sarà perché ci attaccano, ed è così stupido farlo, ma ho l’impressione che ci costringeranno a prendere iniziative che non sono propriamente la nostra priorità. Che cose curiose.
In realtà, come direbbero i maestri, le chiavi sono nelle serrature e non ci vorrà molto a girarle. Pare che siamo davvero quasi pronti ad entrare in casa, dopo tutti questi anni, e questo non potrà procurare che forza e stabilità, se Dio vuole. Non abbiamo bisogno di altro.