27 giugno 2004

Una nuova consapevolezza della nostra profonda difficolta’ non compensa affatto la mancanza di consapevolezza del nostro profondo privilegio. Muoverci attraverso queste terre umide, evitando i molti disagi dei costri contemporanei, le peculiari sindromi del nostro tempo e spazio, le ossessioni per il divertimento forzato e i lamenti per l’impotenza derivata dall’incapacita’, tutto questo non sembra sufficiente a farci riflettere sui colossali vantaggi che abbiamo, che questi bambini hanno e che per fortuna, essendo essi evidenti per tutti quelli che incontriamo, riusciamo ad intravedere.

27 giugno 2003

Riverberante e reminescente, avvolto in un misto di immagini ricordate e preternaturalmente avvertite. Risuono dell’esperienza fatta, ma è difficile tradurre: nel centro della performance un click udibile ed avvertito, come dietro la base del collo, un nuovo suono si è insinuato, più chiaro e pulito, mi sono concentrato su Robert:non sarò mai in grado di seguire il gruppo nel suo insieme, soprattutto questo è il limite che mi sento porre da Belew, e la sua chitarra ha cominciato, progressivamente, a risplendere, come al teatro Toniolo, a Mestre, nel 1995. Fracktured senza una indecisione, senza una sbavatura, e Red, sentita per la prima volta, dopo il Toniolo, nel suo splendente vero senso.
Un pubblico che avrei ringraziato e lodato in pubblico, appunto, e a cui tutti dobbiamo molto oggi.

27 giugno 2002

Trieste, senza specialità, splendente nel sole. Leggo della vita dei Joyce quaggiù, anche di Stanislao, e la cosa buffa che scopro è che la loro appartenenza naturale alla upper middle class, per educazione e cultura, è contemporanea alla riduzione alla parte più povera della popolazione per quantità di mezzi: questo mi suggerisce una certa naturalità dello stato di cose attuale. Di corsa alla casa della musica in cui ho trovato l’aria condizionata aperta e molto odore di vernice. Il piano terra è straordinariamente fresco e i mobili del bar sono stati perfino spolverati, le finiture procedono spedite, ho l’impressione che le cose non potrebbero, in nessun modo, andare meglio. La sensazione generale è che lo spazio sia in riduzione progressiva, che molti piccoli piani che erano stati fatti non abbiano spazio sufficiente per realizzarsi. È altrettanto vero che nessuno spazio potrebbe avere una maggiore qualità potenziale, è davvero un piacere entrarci e a volte è proprio emozionante che io possa stare così vicino al cuore di un così magnifico progetto. Se fossi in me mi accontenterei.
Piacevolmente persi nelle questioni quotidiane, perfino la spesa al supermercato è una impresa con la bimba, sono un po’ disorientato dalla presenza delle mie due donne sotto lo stesso tetto dopo tanto tempo.