24 giugno 2004

Domanda chiave: come spegnere l’azione mentale? Per me e’ una urgenza assoluta, che ha un preciso riscontro fisico nella temperatura troppo elevata del mio cervello, prodotto di misteriosi processi genetici. Probabilmente lo scopo di tutti i miei esercizi mattutini e’ sempre consistito di questo, ridurre l’attivita’ cerebrale spontanea ad un livello accettabile in ogni senso, sospendere il chiacchiericcio interno, privo sia di motivo che di scopo, lasciar entrare l’aria attraverso le aperture delle pareti, chiuse da tempo, lasciare che l’aria, ed essa sola, affermi la natura della parte superiore della mia testa. Perche’ poi, quando la necessita’ emerge, i miei pensieri siano Pensiero.

24 giugno 2003

“Whatever you may give him he will reduce every (thing) to the level on which he is himself”.

Ciò che in forma molto più definita sento è la minaccia di una disposizione egotistica, prodotto dell’ansia e della frustrazione, che così facilmente assale chiunque si trovi (pure esposto al ridicolo ma) in una qualsiasi posizione di potere. Non che io ci sia sprofondato ma emergo da una posizione di tale debolezza servile che potrei confondermi, se non perdere la testa. Penso che l’azione più precisa che attendo da Gabriele sia proprio il contenimento di tale probabilità. Nulla di preoccupante, non eccessivamente.
Se metto a fuoco un qualunque oggetto esso mi sfugge, diventa “televisivo” e mi interessa meno: è probabile sia questa la mia personale difficoltà. Mantenere l’oggetto da comunicare a fuoco mentre il tono di comunicazione rimane sufficientemente familiare, confortevole, possibile in definitiva.

Probably the converse is true: a good heart will see in everyone the very best of who & what that other person is, or may be. The saint will see the sinner’s star core essence shining brightly from within the darkest corners of the basement. In other words, the world we know most deeply in ourselves is the world we see as present within others.

La fiducia che ho nei miei possibili ospiti è pareggiata soltanto dalla fatica che devo impiegare per invitarli. In nessun modo potrei dire che questa fatica non sia stata ampiamente utile, ma rimane ancora una fatica, forse Gabriele può aiutarmi anche in questo. Temo che i miei ospiti mi riflettano, ho bisogno perciò di individui di carattere. E magari intelligenza. Ed esperienza.

24 giugno 2002

Steso sotto un albero ad osservare i movimenti degli uccelli più o meno grossi che abitano insieme a noi lo spazio sull’isola. Uno scoiattolo non sottoposto alle leggi di gravità, certamente non a quelle del mondo 48 e probabilmente nemmeno a quello 24, finge di esplorare con curiosità ogni singolo rametto di questa piccola quercia cresciuta con enorme fatica sulla riva di questo largo canale, tra l’isola e la terraferma. Seguendo i suoi movimenti nel dettaglio non è difficile uscire dal mondo anche per me, il mio compito qui è essere il suo trastullo, lui domina indisturbato il proprio naturale elemento, trova il suo cibo in posti chiari e precisi e scorazza gioioso senza domani. Spero di essere all’altezza dell’onore che mi concede.