23 giugno 2004

Aria di qualita’ nuova nella mia stanza privata stamattina, e precisi suoni come non sentivo da troppo tempo. Se la musica entra nella mia sfera nessuna regola rimane la stessa: il continuo ordine e la ricerca della pulizia, condinzioni per la mancanza delle quali ho sofferto cosi’ tanto negli ultimi anni e di cui continuo a soffrire a Spinea, hanno un solo scopo e cioe’ costruire uno spazio che la musica puo’ abitare, nel quale essa puo’ svolgersi e nel quale ci sia sufficiente aria e luce perche’ essa possa essere percepibile per me. Dopo di che rendiamo Grazie a Dio.

23 giugno 2003

“It is precisely in unconscious involuntary manifestation that all evil lies”.

Quello che in forma confusa sento è la necessità di allusione sottile, ma precisa e pulita, a qualcosa che non si può dire, che forse non appartiene al dominio della comunicazione televisiva così come la conosciamo ma che nondimeno io posso aiutare ad intuire. Che si tratti di musica, di cibo o di allevamento di bambini, questo qualcosa che nei prossimi giorni definirò è possibile comunicarlo se la mia astuzia raggiunge un livello di densità appena sufficiente, cosa non molto probabile ma, con l’aiuto di altri, possibile.

23 giugno 2002

Ancora sole, fra gli alberi, sulle terrazze, nel mare. Facevo una certa fatica a ricordare il pigro svolgersi di queste giornate tra acqua e fuoco, adesso l’estate è proprio qui, e noi siamo di nuovo insieme, per la prima volta. Greta sembra cavarsela, decisamente meglio che a Cherso, e basta solo starle vicino tutto il giorno. Il progresso mi pare comunque evidente anche rispetto a Spinea, dove si soffre davvero molto per il caldo e l’umidità da tropici.

Ad un certo punto della giornata Toni si è presa la bambina in braccio e le ha parlato. Allora mi sono reso conto di quanto difficile sia stato farlo, di quanto facile in realtà è. Forse sono solo superficiale ed insensibile, certamente è così, ma come faremo a superare quello che ancora ci aspetta, e di cui sappiamo così poco, se non riusciamo nemmeno ad accettare noi stessi, fra di noi, e a stare insieme davvero, senza tensione inutile e senza l’idea della separazione?