22 giugno 2004

Silenzio, anche nel passaggio tra un ufficio e l’altro, la qualita’ dominante del mio soggiorno in assenza di Sandro Guerra, a Parigi per questioni diplomatiche. Una situazione che definisco mista di perplessita’ e gioia, perche’ abbandonato a mestesso mi scopro un po’ frustrato ma molto piu’ attento. Sia nella percezione che nella espressione. Gli amici non mi hanno mai aiutato molto ad essere quello che devo, ma sono indispensabili per essere quello che mi pare.
La messa in moto del mio sistema di generazione sonora, dopo molti mesi (anni?), e’ finalmente avvenuta e per quanto minimale rimane un sistema in cui passerei volentieri tutto il mio tempo senza i bambini.

22 giugno 2003

Do you ask whether I might happily sit for extended periods of time, perhaps with a glass of bubbling solution in hand, contemplating the Buddha nature of small creatures of wing, slime & hop, you know the answer. Me & a book is a party. Me & a book in a garden in West Dorset is a wild party. Me & a book in a garden with my Wife & Beaton the Wonder Bun in a garden in West Dorset is an orgiastic experience of such quiet satisfaction & intensity that I can conceive of no reason that I might leave that earthly paradise.

Other than when necessity demands to be honoured.

Ritorno a Spinea, la mattina, e uscita in giardino la sera, in compagnia di vecchi amici, dei miei favolosi bambini, della mia splendente moglie. Se il posto in cui sono corrisponde a ciò che sono, bene, devo essere un grande apostolo dell’umanità. Nulla di deleterio qui intorno mi turba, nulla sembra frammettersi tra me e i miei scopi, e le facce dei miei amici si rasserenano progressivamente. La luce e l’intenso calore del giorno si trasformano, di notte, nella più confortevole delle residenze. Avrei solo bisogno di qualche bottiglia di vino, e di qualche giardino in più.
Adesso, sotto con le bozze di programma.

22 giugno 2002

Nel sole, svegli prestissimo. Ho orientato la tenda, quasi per caso, in modo che il sole appena sorto entri attraverso l’apertura principale ed è davvero una emozione. Così alle 5.25 mi alzo senza sforzo: mi chiedo perché a volte sia così difficile. A sistemare le normali attrezzature, così come ho fatto tante volte, mi sento profondamente bene, come se davvero fosse sufficiente, per qualche ora, occuparmi dello spazio in cui io e la mia corte possiamo lasciarci essere.

Poco prima di pranzo Toni è arrivata e così anche lei per la prima volta ha visto la mia bambina piccola, la sfolgorante, brillante, profonda, dolcissima Greta. Io non sono un uomo intelligente, non sono nemmeno un uomo di cultura, non sono un artista, nemmeno un attore: ma sono un padre, intendo proprio dire un padre di famiglia che ha tentato, e tenterà ancora, di essere all’altezza delle benedizioni che il cielo sembra voler continuare a mandarmi. Toni cerca di reggersi in piedi,e e ci riesce bene mi pare, e forse riuscirà a risparmiare alla povera Stefanina gli strali della sua furia: questa bambina non poteva nascere in un’altra casa, questa bambina sta in piedi da sola.