19 giugno 2004

Il mio bambino piccolo preferito, testa di Ferro, esprime tutta la gioia che io non so di provare e trovarmela davanti, anche all’improvviso, rende la mia esistenza definitivamente possibile. La mia bambina piccola preferita, pancia di Terra, mi mostra ogni dolore, dalla distanza alla non-appartenenza, in una luce comprensibile e senza depressione, perche’ io possa sentire tutto quello che non sono capace di sentire, il mio stesso dolore. Questi che passiamo insieme non sono fine settimana, sono l’unica vita che abbiamo e di cui riusciamo a ricordare troppo poco, perche’ entriamo in sovraccarico troppo facilmente. La densita’ degli eventi che ho attraversato in questi pochi giorni che mi separano dalla nascita di Greta, li fa somigliare a molti anni, e la mia mente si confonde, come se non fosse di tempo che parliamo, ma di mutazioni.
Una piccola gita attraverso il golfo con i bambini, Stefania e Franco con la barca di gomma. Un po’ di eccitazione rapidamente esaurita ma finalmente una occasione per parlare un po’ piu’ liberamente con questo mio fratello cosi’ poco libero. Troppo sole e un po’ di vino per procurarsi il senso di una vita cosi’ amata da questa societa’ di interessi incomprensibili.

19 giugno 2003

Risveglio dondolante rispetto alla media, niente esercizi e per tutta la giornata ne ho sentito la mancanza. Da Gabriele per organizzare la nostra comume visione di un programma da trasmettere sulla nostra televisione meno vista in assoluto. Pare che sua suprema eccellenza ci riceva con un certo fervore e questo mi fa molto piacere. Alcune idee sembrano avere forma ma voglio una partecipazione maggiore da parte sua, uomo di grandi talenti inespressi. Sua l’organizzazione, mia la forma, ma molti nuovi contributi da ciascuno potrebbero emergere.

19 giugno 2002

La visione della città, attraverso i tempi, e questa pesante idea dell’inutilità del lavoro svolto con/per/insieme a la città. È davvero difficile rivolgermi serenamente a uno qualsiasi di questi spazi. Articoli di giornale su e pure agitazioni da Luxa: sono leggermente impressionato perché lunedì 24 giugno, nientedimeno che un anno dalla mia uscita c’è l’inaugurazione con festa e diretta della nuova (?) direzione di Luxa in onda. La domanda, poco singolare, che è emersa oggi è: come ho potuto farmi coinvolgere in tutto questo, e pure: come avrei potuto evitarlo. Il commento di oggi è: sono stato capace di sopportare l’onere di questa fatale, accidentale, poco vissuta, esistenza. Come mai non sono riuscito a sopportarne l’onore?