17 giugno 2004

Questa mia strana vita all’interno del Centro continua fra percezioni piu’ o meno grossolane di cio’ che ci si aspetta da me: una disposizione a collaborare a progetti di cui non condivido scopi ne’ tantomeno metodi. Ora, se come pensavo una volta si trattasse di pulire i vetri, potrei anche transigere le questioni di principio, ma quando si tratta di affermare pubblicamente oggetti che riguardano gli interessi di pochissime persone delle quali non mi sono messo al servizio, io non mi sento di sottoscrivere in nessun modo l’azione compiuta. Ovvio che posso fregarmene e produrre una prestazione tecnica, che non mi sembrerebbe poco, ma difficilmente ci si puo’ aspettare una qualunque solidarieta’ da parte mia. Detto questo la domanda e’: si tratta della sindrome di Luxa, della sindrome di Angelo o della sindrome di Satsko? Il mio tempo vola, mentre salto di luogo etereo in luogo etereo in luogo virtuale, e fuori dalla mia stanza mondi interi se ne vanno in pezzi.

Perche’ le persone dovrebbero amarci se non diamo loro motivi di gioia?

The point is that our presence, in any context, has affect. In any activity, simply being present & being who-we-are, changes the character of the activity.

17 giugno 2003

high levels of challenge provide rewards for those dopey enough to expose themselves to public ridicule while feebly attempting to embrace the challenge.

Come ringraziarti amico mio? Mentre ero impegnato a coprirti con le emanazioni di un ego elefantiaco tu hai semplicemente fatto il tuo lavoro, cercando di rendere le tue naturali limitazioni uno strumento di cura e nutrimento per il mondo, che immancabilmente ti ha riconosciuto, rendendoti la tua energia, naturalmente moltiplicata. Come posso imparare da te?

17 giugno 2002

Un’altra giornata di bruciante calore. Cosa significherà tutto questo, dopo le piogge e le inondazione, tutti i disastri che la gente qua vicino ha appena attraversato: di quali segni abbiamo ancora bisogno per sapere?