14 giugno 2004

Una lucidissima visione impegna l’intera giornata: questo inferno generato e contenuto nella vita di Angelo ha ragioni e motivi importanti, non e’ solo il frutto di una singola mentalita’ malata e confusa, e la responsabilita’ della sua esistenza ci riguarda, tutti, molto da vicino. L’esistenza di questo inferno, che riesce a toccarmi solo da un lato e’ ampiamente dovuta ad una cospirazione comune ed importante, che influenza la vita di molti e che dalla vita di molti e’ influenzata. Come una volonta’ di distruzione, per una vita che non vuole essere creativa. Che piccolo uomo sono: scopro nella mezza eta’ le cose che anche gli adolescenti sanno, se sono cresciuti in societa’.

La mia settimana ufficiale comincia con una giornata di sospensione quasi totale, uno strano discorso di Pierpaolo, sempre piu’ isolato e meno progettuale. La sua ansia di avere supporto dai suoi colleghi e’ continuamente rovinata dalla sua ansia di dirigere. Quanto familiare mi pare tutto questo, e quanto ringrazio per queste visioni cosi’ illuminanti. La mia volonta’ non e’ ancora nemmeno sufficiente.

14 giugno 2003

Una notte difficile, affondato nel sudore ed in un poco confortevole letto, da luogo ad una splendente giornata, iniziata alle 6.30 con una lunga pedalata attraverso S.Erasmo, seguita dall’attraversamento della laguna su di un magnifico bragozzo, completo di coperta, alla volta di Mazzorbo, attraverso canali inediti o dimenticati, nella nebbia di una vita che deve essere stata nel secolo scorso. Per giungere, dopo soste deliziose al campanile di Mazzorbo ed al ponte del diavolo in visita panica, alla più straordinaria, densa, sconvolgente delle basiliche: S.Maria Assunta di Torcello.
Molto difficile descrivere la sensazione immediata che ho avuto entrando in questo tesoro dell’umanità: ma la sensazione di poter partire per un mondo MOLTO differente è stata chiara, precisa, definitiva.

Un imbarazzante pranzo, seguito da una serie infinita di dilazioni, seguito infine da esercizi nuovi ed antichi e da un improbabile coro (in)armonico.
Una conclusione di serata un pò triste, priva di erotismo, priva di speranza che la giornata si possa ripetere domani, immersi nella laguna colorata solo dalla luna piena, verso una destinazione leggermente sprecata pur nel suo essere insolita. Un peccato, viste le premesse, poteva essere una giornata perfetta in una compagnia più accurata.

14 giugno 2002

Una chiara, forte visione alla fine dei miei esercizi stamattina: raggi luminosi (finalmente) da Luxa. Insolito e piacevole, anche dopo la chiaccherata della settimana scorsa con Roberto Duse. Le trasmissioni vere e proprie devono essere cominciate e forse ci saranno delle novità uno di questi giorni. Non penserò a questo oggi, e me ne voglio stare un po’ da solo. La mia dipendenza dalla solitudine dovrebbe essere curata, come qualunque dipendenza, ma questo è davvero oltre le mie possibilità.

Non riesco a vivere male quando sono solo, sono le conseguenze e le ripercussioni di tutto questo isolamento che cominciano a sembrarmi davvero molto costose. Così il mio abbandono delle ansie del mondo in realtà può sembrare, o forse essere, risultato del mio desiderio più elementare. Io davvero non so che dire: probabilmente nessuno è cosciente del proprio limite fondamentale, ma come resistere a ciò che si desidera davvero, a me parrebbe più tossico di qualunque mania.

La verità però è che standomene chiuso qui diventa proprio molto difficile pensare di uscire e rivolgermi all’esterno. Non so forse è un momento ma non mi sono mai sentito così bene come qui dentro. E probabilmente non ho mai avuto tanto bisogno di espormi come ora.