9 giugno 2004

La comprensione dei meccanismi di produzione, in quelle che sono le limitate specifiche del centro, sembra essere del tutto acquisita, non mi pare che ci siano ancora aree che non ho analizzato. In questa magnifica primavera e’ un po’ impressionante che la mia attenzione sia cosi’ malamente utilizzata ma tant’e’.

Rimane del tutto incomprensibile, anche per me stesso, la mia incapacita’ di adattarmi ad un qualunque regime di regole, nelle quali una comunita’ si riconosce e si identifica. C’e’ qualcosa di profondamente ancestrale in tutto questo, oltre naturalmente ad una banalissima dose di pigrizia.

Il pomeriggio in questa ala silenziosissima dell’edificio ha il sapore della mia antica vita a picco sul mare, decine e decine di anni fa.

9 giugno 2003

The trouble with defining a situation that you must not be put into is that, having defined the situation, you will be put into it. Example?

La definitiva vittoria di Riccardo Illy è sotto gli occhi di tutti, nulla di quel che mi ha legato a quest’uomo in passato era stato voluto, cercato, amato. Si potrebbe definire l’intero mondo in cui sono stato trascinato senza chiederlo con le parole che quest’uomo mai userebbe. Ma la storia che non voglio raccontare è lontana dal poter essere definita. Amici, nemici, vorrei poterli distinguere, qualche volta.

9 giugno 2002

Una giornata difficile, piena di luci oblique e poco contrastate, in cui riesco a vedere così poco lontano. Dovrei difendermi da queste giornate, uscendo, cambiando aria, lavorando, ma è domenica. E mi lascio affondare, tutto sommato in modo piacevole, dentro al modo di sentire altrui, confondendolo, mischiandolo, gustandolo insieme al mio. Potrebbe essere inebriante, ci fosse una qualità di intelligenza sufficiente, e sufficiente esperienza, e invece sono solo strani frutti quelli che posso mangiare. Difficili da trattare, da affettare, da cucinare, da presentare infine.

Eppure mi piacerebbe avere il modo di ascoltare il modo che altri esseri usano per mangiare la vita: voglio troppo, questa è la verità, e non è la ruminazione la tecnica digestiva più usata qua intorno. Eppure mi piace tornare a percepire il gusto delle cose che ho toccato, durante la giornata, alla fine della giornata.

Naturalmente sono più gustose le volte in cui esco dalla cantina, in cui queste splendenti luci oblique cessano di essere tali, le giornate in cui il sole illumina assolutamente gli oggetti, rendendoli finalmente accettabili come immaginari, quando le ombre spariscono, si dissolvono semplicemente, senza permettere che il mondo sia solo “interessante”.

Queste mie povere orsette fanno una tale fatica a seguirmi quando mi lascio andare, ed è grazie a loro che mi ricordo quanti siano gli affari interni di cui mi devo occupare, primo fra tutti il minor spreco di energie e risorse. È a loro che guardo quando devo fare il conto delle ore che mi rimangono prima che si spengano le luci. E le settimane trascorrono senza che nessuno lo sappia.