8 giugno 2004

“Desiderio e paura sono poli di attrazione. La conoscenza dell’obbiettivo che si vuole raggiungere e’ la chiave del successo. Ma non dobbiamo dimenticare un altro elemento che il mistico ci ricorda in continuazione: la purificazione della mente. Se la nostra mente non ha elaborato i propri conflitti, qualsiasi pratica destinata ad alterare il proprio stato coscienziale (meditazione o sostanze psicoattive) potra’ trasportare negli abissi piu’ profondi e farci vivere in maniera vividissima e significativa l’inferno che abbiamo dentro. La necessita’ di purificare la mente ha lo scopo di evitarci questo inconveniente.” Giancarlo Rosati – Melatonina.

Definita la forma, oltre che la necessita’, si sono stabiliti i termini delle vacanze dei bambini, che quest’anno nonostante tutto possono finalmente contare su due redditi interi e quindi si possono permettere la loro prima vacanza al mare regolare. In realta’, oltre ad essere stupito della opportunita’ accettabile, sono anche piacevolmente coinvolto da quella che sembra essere una residenza godibile nella stagione che per me e’ sempre stata infernale. Quello che capisco, osservando il succedersi degli eventi, e’ che la mia vita e’ definitivamente cambiata.

8 giugno 2003

La definitiva sensazione, che comprende in un solo momento tutta la storia di questi due anni passati, mi assale mentre ci avviamo ad attraversare di nuovo questa pianura splendente nel sole, nel mezzogiorno di un caldissimo giugno che un giorno farò fatica ad ricordare.

8 giugno 2002

A rivoli, continuamente, il nostro procedere nel mondo si svolge. Il sorriso di Greta la salva, e salva anche noi. Mai distanti da quel che ci accomuna, così lontani uno dall’altro. E le mie esistenze parallele, discretamente ma senza mollare mai la presa, domandano l’attenzione che loro spetta.

In queste giornate, quelle che hanno reso il mio passaggio sul pianeta così gradevole in questi ultimi, molti, anni mi piace perdermi nel tessuto di questo incessante blues elettronico. A volte vorrei ricordare il titolo di queste canzoni che nessuno può cantare, mi piace parlare della musica che non compongo affatto, di tutta la musica che sento senza dover muovere le mani più di tanto, anche adesso che nessuno mi crede più.

In questo libro non scritto non si riesce a sentire il suono delle parole che ascolto mentre le mie dita, compiendo minimi spostamenti, velocemente si spostano sulla tastiera. Le cose sono davvero cambiate quando ho smesso di scrivere a mano, da quando gli spazi bianchi sono diventati così mobili, indefiniti, imperscrutabili. E posso davvero giocare con il tempo adesso che la mia stanza è di nuovo poco illuminata. A volte mi piacerebbe rendere udibile questo suono.

Questa bambina illumina le cose, come il figlio di Maria illumina la scena di Caravaggio. La differenza è che lui deve morire per poterlo fare, o almeno perché Caravaggio venga a saperlo. E alcune persone si fermano a notarlo, mentre tutti gli altri si limitano a sorridere ed annuire. Il mio vecchio, non abbastanza compreso, amico Giovanni ha molte ragioni: la migliore e più recente è che non c’è molto da cui farsi distrarre quando la luce Divina entra di prepotenza nelle nostre vite. La buona notizia è che ora lo so meglio.