6 giugno 2004

Una giornata tesa, nervosa, eppure interamente passata nel nuovo mondo. Queste sono le difficolta’ che posso accettare, con le quali posso veramente espletare le mie funzioni piu’ proprie, nelle quali posso riconoscermi, evolvere, cambiare. Particolarmente difficile il risveglio anche per i bambini, specie per Ferro, che ha una delle sue crisi di depurazione, con gli occhi incollati e la circolazione rallentata.

Ma anche Greta fa fatica a respirare e la sua tosse da bora non accenna a diminuire. In compenso la loro attenzione, la loro resistenza ed anche il loro divertimento mi sembrano notevoli ed importanti.

In definitiva la logica conclusione di una settimana intensa che molto ha spostato nella nostra dimensione familiare, per tutti noi oltre che per i bambini. La sera una partenza, loro, un po’ triste dopo un preparativo affrettato, nervoso e sudato, per rientrare in una casa che nemmeno i piccoli saranno capaci di riconoscere. La nostra vita a Spinea sara’ finita quando Ferro compira’ due anni, ci prepariamo tutti ad una casa nuova. Che non riusciamo ancora a penetrare.

6 giugno 2003

Tutto il peso della città mi schiaccia, lentamente mi spingo tra una destinazione e l’altra, incomprensibilmente leggero e sereno. Una strana, insolita e rasserenante chiacchierata con le avvolgenti donne al QG.

6 giugno 2002

A zonzo, come avrei detto una volta, con la mia famigliolina priva di qualsiasi organizzazione, direzione, intento. Una meravigliosa giornata in cerca di nulla. Probabilmente è questo che ci stanca tutti, la mancanza di direzione che è evidente quando si parte senza avere idee abbastanza chiare. Sembra una specie di malattia mentale ed il termine non mi turba. In cerca, questo è probabilmente l’errore, di uno spazio migliore, ma impreciso, indistinto, fiumi fantasma e paesi confusi.