3 giugno 2004

Partenza di prima mattina, ma per Stefania questa volta, che da sola se ne va a Meolo. Ferro si sveglia subito ma, complice il suo ciucciotto di latte, rilassato e sereno torna a dormire ancora un po’ e lo stesso faccio io finche’ mamma non ci sveglia tutti, in maniera molto insolita, alle 9.15.

Greta emerge da un’altra delle sue notti faticose senza artificiali poppate notturne in modo abbastanza onorevole, continuo a sostenere il caso per qui questi biberon di consolazione notturni lasciano il posto ad una conduzione leggermente piu’ matura, credo pero’ che Stefania non sia molto convinta: non ho obiezioni eccessive.

I bambini durante tutta la giornata si adattano perfettamente alla nostra condizione mutilata senza la mamma, che per la prima volta nella vita di Ferro e in quella comune loro quindi, dormira’ in un’altra casa. Un importante giro, del quale tutti e due continuano a sembrare all’altezza. Una notte agitata, e alle cinque, mentre finalmente loro si rilassano, mi alzo e comincio una giornata che contiene qualcosa di nuovissimo, completamente informe.

3 giugno 2003

The test of a first rate intelligence is the ability to hold two opposed ideas in mind at the same time and still retain the ability to function.
Donald Rumsfeld

Una mattinata piena di pensieri sul lavoro prossimo venturo, che mi sembra sia vicinissimo a cristallizzarsi, come se gli appuntamenti fossero fissati da mesi, come se ognuno fosse stato informato. Possibile che l’unico ad essere all’oscuro sia io stesso. L’aiuto di cui ho bisogno, però , arriverà certamente, non ho proprio nessun dubbio, lo sto osservando avvicinarsi.

Una lunga riflessione serale e poi notturna, sulla mia capacità di trattare giustamente le persone, l’unica cosa che rimane importante nella mia relazione con il mondo. Nessuna conclusione particolarmente nuova ma èovvio che la chiave sta nella parola personae, dove con ciò si intende la maschera che ogni essere apparentemente senziente indossa. Ogni mia sofferenza, ogni difficoltà, ogni errore deriva dalla confusione che c’è fra ciò che uno è e quel che crede di essere.

3 giugno 2002

La mia vita ha preso a svolgersi in modo davvero inaspettato, seguendo un andamento creativo davvero.

Forse esagero un po’ ma le prospettive che ho davanti erano davvero imprevedibili. La verità è che sento entrare nella mia vita energie di una qualità in gran parte indescrivibile, la Dea abbia misericordia. Buffo pensare a quel che si può vedere da fuori: Toni tenta di ascoltarmi ma non riesce a farcela, riesce ad entrare nel mio modo di vedere solo con grandi sforzi, eppure molte delle cose che stanno accadendo non sarebbero potute esserci senza il suo appoggio e le sue forze.

La piccola stanza gialla in cima alle scale nella casa in cui ho vissuto serenamente per dieci anni ha visto raccogliersi, in questo tempo, davvero il meglio che io sia riuscito a guardare, come una banca, un caveau, una splendida dispensa. Uno splendente momento quello in cui mi sono seduto sul pavimento questa mattina.

Dopo quattordici anni le cose potrebbero anche non essere così imprevedibili, inaspettate, inafferrabili, e invece il senso che i miei non gesti hanno preso stamattina, ancora una volta, determineranno il mio senso personale del momento presente esteso, e quindi del passato e del futuro, rendendo impossibile per me guardare ogni cosa come prima. E questo è ciò che intendo quando dico futuro creativo.

Il mio viaggio di ritorno a Mestre è reso difficile dal caldo e dal rumore del treno con i finestrini inevitabilmente aperti, ma l’accoglienza che trovo è definitivamente mutata, credo che nessuno degli scenari che ho ben definiti davanti agli occhi riguardi soltanto me. Forse è soltanto la struttura molecolare dell’aria che respiro che è mutata, forse la temperatura media della luce solare, forse è tutto qui, ma nessuna abituale interpretazione dei fatti riuscirà comunque a reggere, oggi.