10 maggio 2004

Giorni illuminati questi, in cui ho provvidenzialmente deciso di restare vicino a questi splendidi bambini che mi rassicurano sul futuro della razza umana, che mutera’ ancora senza che nessuna volonta’ politica possa nemmeno seguire il cambiamento, figuriamoci alterarlo.

Io non so proprio cosa avrei potuto fare senza quello che questi bambini mi hanno fatto vedere, ma insieme a loro quello che e’ evidente e’ che la mancanza progressiva di memoria, che tocca tutti quelli che conosco, non e’ necessariamente una disgrazia, e in fondo nemmeno un limite.

Un nuovo incontro con Adriano, un vecchio amico scomparso da tempo.

L’imperativo per cui e’ necessario “pensare” in termini globali implica una connessione internazionale che ben poche istituzioni locali si possono permettere, specie se la connessione con primarie Universita’ degli studi ed altri importanti centri di ricerca, come spesso accade, non e’ fortissima.

Molto spesso comunque la normale azione sociale si svolge in ambiti di comunicazione che, per quanto non strettamente settoriali, non contengono spazi e soprattutto stati mentali adatti a riflessioni di ampio respiro. E proprio qui sta il nostro centro di gravita’: in una riflessione di ampio respiro che sola puo’ dare un senso comunicabile alla speculazione tecnica piu’ speciale.

Percio’ intendiamo muovere da considerazioni di carattere politico, ed economico, le quali implicano una produzione di sapere che, pur rivendicando una imparzialita’ assoluta, si trova a volte ad essere da segnata forti connotazioni ideologiche e sociologiche.

10 maggio 2002

Una notte passata benissimo, grazie soprattutto alla qualità della casa, ma anche al profondo grado di rilassamento raggiunto la sera prima. Improvvisamente mi rendo conto di quanto io sia legato alla necessità di un grado minimo di qualità nel cibo e nella casa, cosa a cui avrei dovuto rivolgermi più spesso in questa mia straordinariamente caotica vita.

Il mio pensiero dopo la seduta del mattino è diretto, curiosamente, verso avvenimenti e persone a cui non penso mai quando non sono qui, e ne sono divertito, sto badando a non perdere la visione.

Toni sta facendo di tutto per non farmi sentire la tensione che avverte, e le sono come sempre molto grato, far colazione con lei è sempre gradevolissimo e dopo un breve giro in centro vado a cercare il mio vecchio, stanco fratello, un incontro sempre più piacevole e necessario.

Forse è lui l’esempio più clamoroso per descrivere questa mia nuova stagione in cui tutto sembra rovesciato: è fin troppo ovvio che la pena, che in questo momento posso facilmente suggerire, è una grande novità in sé nella mia vita, ma il totale rovesciamento della disposizione altrui nei miei confronti è certamente il risultato di qualcosa di più che questo.

Franco mi si rivolge come a qualcuno che conosce i tuoi segreti più intimi, e non sto parlando di fraterna familiarità soltanto, ma di quello che si nasconde dietro le nostre fragili personalità, forse persino dietro quello che crediamo essere il nostro individuo. Questo genera, alternativamente, profonda serenità o profondo terrore, a seconda di quello che desideriamo sapere.

Naturalmente non so bene di cosa sto parlando, di certo non quanto credevo, ma è una sensazione che credo comunque di conoscere bene. Non può essere facile nemmeno concepire qualcuno che ti conosce meglio di te stesso, non voglio pensare a cosa deve essere ammetterlo alla tua presenza. Ed io non sto affatto parlando della mia presenza personale.