6 maggio 2004

Una nuova esperienza il lavoro, pacifico e poco pressantemente richiesto, insieme a Stelio Luttman che segue Sandro Guerra e me stesso nel nostro apprendistato della convenzione.

Stelio, che e’ in effetti il coordinatore originario (ed autentico) del centro, nonche’ suo fondatore insieme a Diego Zipponi, non sembra nemmeno capace di prendere in considerazione il mio impiego tecnico se non come ripiego in attesa di una definizione, che credo egli consideri imminente, della mia posizione ovviamente registica o comunque redazionale.

Un assaggio davvero gradevole, mentre la giornata scorre positiva e anche produttiva. Un nuovo incontro con Enrico Fragiacomo che viene a trovarmi al centro questa volta, in cerca di incoraggiamento forse, ma come sempre credo che la sua parte, per quelle che sono le sue possibilita’, l’abbia fatta.

6 maggio 2002

Preparativi un po’ caotici, come al solito in questa famiglia, e prendiamo il largo dalla bella casa di Eveline in direzione aeroporto di Cherso. Mattinata di sole, che diventa progressivamente più caldo, mentre scendiamo la strada verso il mare da cui potremo vedere le due isole Srakane, la casa delle fate dell’acqua.

È di nuovo così familiare l’atmosfera che mi fa un po’ sorridere, pensare che non sono mai stato così dentro l’isola e mi sento come se fossi cresciuto qui, talmente l’aria somiglia a quel poco che ricordo della mia infanzia. C’è un certo calore del sole e un certo colore della terra che non potrebbe in nessun modo essere diverso: le isole sono nascoste alla vista distratta ma piuttosto facilmente raggiungibili.

Sembrano essere una destinazione che vale ampiamente la pena ed è abbastanza impressionante visto che sono poco più che isolotti senza una goccia di acqua dolce. In compenso ci sono più abitazioni di quello che avevo creduto, insomma sono proprio un posto singolare.

A pranzo a Lussinpiccolo, naturalmente il ristorante è meno che accettabile come previsto. La strada del ritorno, fino al traghetto, è davvero molto lunga e molto stretta ma il paesaggio è splendido e il viaggio si svolge felicemente senza eventi, breve visita a Cherso città del tutto trascurabile. L’isola in generale sembra più povera e trascurata di Veglia, cosa che del resto mi pare naturale considerata la necessità, piuttosto scomoda, del traghetto.

Troppo tardi per cenare, come è tradizione, per noialtri viaggiatori nostro malgrado, sorvoliamo su molti Grill probabilmente inaccettabili e di nuovo sull’autostrada, come al solito priva di eventi se nessuno ci ruba nulla. La notte, tardissimo per la bimba, in una casa sempre più familiare e meno silenziosa.