5 maggio 2004

La mia memoria a breve termine continua a perdersi a fasi alterne. Mentre le normali visioni interne si avvicendano quasi nulla rimane da raccontare e mi scivola cosi’ di mano, oltre che il mondo, anche buona parte di quella che potrebbe essere la mia vita.

Le prime avvisaglie sono: la diffidenza, per tutti quelli che mi sono vicini, e che io non ricordo, in seguito gli impegni presi con qualcuno, e di cui non mi ricordo. Ma le cose si aggravano quando anche i sentimenti che ho provato, cio’ che definisce per intero la mia esistenza, svaniscono in una indistinta e tremolante nebbia.

In fondo pero’, la cosa peggiore e’ che ho l’impressione continua e persistente che per chiunque mi passi vicino le cose stiano andando molto peggio.

5 maggio 2003

In qualche parte di te troverai il tuo grande amico, qualcuno che ti ama, ti perdona e ti assolve. In qualche parte di te c’è qualcuno che non ti considera affatto colpevole. Qualcuno che ti rispetta, ti perdona, ti ama, ti aiuta se lo vuoi, ti capisce perfettamente. In qualche parte di te c’è il tuo testimone, che conosce con esattezza il tuo immenso valore.

È a questo essere che devi darti.

Alejandro Jodorowsky

5 maggio 2002

Una bella domenica di sole, in un paesino dalmata, in cui i pochi abitanti seguono antichi usi cercando di restare connessi ad una tradizione incompresa. Il sapore dell’isola è così familiare per me da farmi dimenticare che siamo qui per pochi giorni, dimentico anche che per Stefania, e soprattutto per Greta, è una gran fatica, invece.

Camminare nel sole, lungo il mare deserto, ci ha portato a vedere anche le case lungo la salita, spesso vuote e probabilmente disabitate. Così il pensiero della domenica va alla possibilità oggettiva che abbiamo, di poter davvero cambiare vita, nel senso delle semplici abitudini quotidiane.

A me pare chiaro che non ci vuole molto, in questo momento, guardando il vuoto che ho dietro, e l’incognita che ho davanti. E mi pare così sano quello che mi sta accadendo, così libero e leggero, di ansia e di pensiero, per cui non ho rimpianti per quello che non volevo più, e non ho aspettative per quello che mi rimane da vedere.

C’è una serena felicità, nella piazza di questo paese, che mi ricorda fortemente qualcosa che non so. E mi piace percorrere la piccola strada tra una piccola casa e l’altra, e quello che ho in mente è che c’è già stato il momento in cui le mie abitudini sono cambiate, un altro momento in cui il cambiamento mi ha sorpreso, senza lasciarmi scelta, e mi ha lasciato stupito e disorientato in un paese che conoscevo senza poterlo ricordare.

E il sapore di questi panini sulla spiaggia, presi in un negozietto aperto di domenica sembrano davvero qualcosa che conosco bene.

Rientrati in casa però la differenza c’è, anche se, provando ad esplorare l’altra parte della casa, recentemente acquisita e non restaurata, scopro luci e odori che appartengono ancora alla stessa memoria inaccessibile.

Una piccola sosta e scendiamo di nuovo a piedi in piazza, con Greta da tenere ancora in braccio, finchè il mio piccolo tesoro non è davvero sfinita dall’impossibilità di dormire in pace, povera figlia di disordinati indecisi. Domani ce ne andiamo a casa.