3 maggio 2004

Una liquida giornata sospesa, tra le nuove consuetudini che scopro ogni giorno ed una diffusissima inquietudine che riguarda quasi tutti i senzienti qua’ in giro, che pero’ per la verita’ non sono molti. Probabilmente non dovrei essere qui ed in realta’ non riesco ad esserci, tutto questo sembra una specie di privato inferno ma non lo e’, si tratta solo di questo passaggio che sembra non aver fine tra il mondo antico ed il mondo reale.

3 maggio 2003

Greta diventerà una banzerina di dana classica. Questa mia bambina è una fonte autentica di meraviglia continua, su quelle che sono le specialità di carattere alla sua età, su quelli che sono i desideri e le aspirazioni principali in un essere umano, su quella che è la struttura emotiva pre-culturale, su quella che è la natura di questo specialissimo e piccolissimo essere umano.

3 maggio 2002

La mattina molto (relativamente) presto in partenza verso le isole, attraverso autostrade, confini, stradine, salite, discese, traghetti per il primo espatrio della vita di Greta, fino all’isola contenuta nel suo cognome. In cerca della bellissima Elisa, che pare si sia stabilita presso la locale comunità veneta, che cosa naturale mi appare. L’indirizzo che abbiamo è quello di una nativa però, e partiamo alla ventura.

L’arrivo a Trieste a mezzogiorno e trovo Rocco nel suo giorno libero. Questo ragazzo mi sembra maturato, sensato e lucido, e profondamente nei guai. La mancanza di prospettive sociali è qualcosa per cui è completamente impreparato: la mancata assunzione delle convenzioni sociali autentiche, quelle più sofisticate e meno comprensibili, lo priva di una connessione con il vero lavoro, che alla sua età consiste esclusivamente di apprendimento delle norme sociali e, diciamo così, etiche.

Si trova perciò nella non invidiabile e molto compresa, da me, condizione di escluso per eccesso di intelligenza e di aspirazione. Non che io creda di avere le stesse qualità ma ho visto e qualche volta continuo a vedere persone molto più dotate di me spostate dai posti che competono loro per esperienza e duro lavoro. L’isola di Cherso appare molto più verde e accogliente di quanto io sia capace di ricordare e mi sento così bene tra queste ginestre e questo pietrame, è tutto piuttosto insolito.

Greta ha sopportato il viaggio senza particolari crisi ma la sua sofferenza è dovuta soprattutto all’automobile specialmente nel suo seggiolino di sicurezza (che parola malsana). Un bel po’ di fatica per trovare la persona che cerchiamo e così la serata sta per terminare con un po’ di nervosismo ma alla fine la casa e la sua proprietaria Eveline sono accoglienti ed interessanti. Nessuna traccia di Elisa, la ragazza che abbiamo incontrato da Francesca e che mi ha così insolitamente toccato. Lo prendo come un segno, con alcuni significati differenti ma tutti interessanti.