4 marzo 2004

The celebrity, on his part – at least early in his fame – is puzzled by these encounters…. With experience of public life, the ability to maintain diastance is developed. The rules of stardom were once summarized quite neatly by a lady who retired happily from the game, Esther Williams, of all people: “Walk fast. Don’t stop and shake hands. You touch them, they don’t touch you.”…

Un ordine di idee leggermente diverso, e per questo completamente diverso, determina il mio risveglio oggi: il freddo e’ svanito infatti, ed il sole e’ forte e chiaro. L’efficienza degli esercizi e’ normalmente buona, il cibo saporito e finalmente il tempo fra il risveglio e l’uscita da casa e’ sufficiente. Puntualita’ e pulizia sono le condizioni in cui respiro a dovere e, a parte la pessima influenza esercitata dai pochi colleghi abnormi che incontro, la compagnia al centro e’ decisamente buona. E’ difficile esagerare l’influenza del sole e il sapore del cibo continua ad essere molto migliore ma: un fremito di disagio da parte di Toni e Rocco subito dopo pranzo e la mia ricognizione sulle condizioni della mia presenza nel mondo subisce un contraccolpo, i miei familiari sono ancora meno protetti di me, devo occuparmi a proteggerli.

All of this – common sense in action – naturally increases the resentment of the fan. Regal graciousness is not the response you want from old, good friends. What you want is to be able to tell them what they mean, have meant, to you, how they have inspired and consoled you, and in turn, how sympathetic you have felt when you’ve heard about their troubles. A distant smile is not a sufficient response to intimacies of this character. The worse fears of rejection surface. And are expressed as democratic resentment: “Who does she think she is, anyway?” or, “Boy, does he think he’s hot stuff”. The formerly balanced equation between love and loathing tips.

4 marzo 2003

The new phase must have to do with some kind of blocking the regular time and space structure upon which our “old” world is based.

Attraversando la città, nel mio rituale avvicinamento alla teoria ed alla prassi del QG, ogni impressione viene filtrata, moltiplicata e precisata dalla mia relazione sempre poco profonda, aliena, colma di diffidenza e forse di amarezza, con la città.

La mia scarsa attenzione, la mia relazione confusa e distratta con la natura locale hanno un peso indefinito nella mia vita. Moltissima parte del mio immaginario cosidetto “personale” è strutturalmente connesso con questo luogo. Ma credo sarebbe molto più corretto parlare di “memoria” di questo luogo, che credo non sia più affatto in esistenza da tempo. Il passaggio attraverso la cittavecchia permette di leggere abbastanza chiaramente quale sia lo stato mnemonico in cui probabilmente la città si trova, almeno quando è in relazione con me. La ristrutturazione, pesante, che tutto il quartiere ha subito in questi anni, che non a caso sono stati lunghissimi, ha un carattere quasi immaginario, sublime, virtuale. I risultati sono legati ad una intesa della città che appartiene ad una ideologia falsa e gretta, che vuole essere parte di un’impero che in natura non ha mai avuto luogo, si esprime in un linguaggio, disarticolato, scorretto, inumano. Ed è questa linfluenza nefasta che la storia esercita su di noi, quando essa, consapevolmente, si limita ad essere minuscola, strumentale, servile. Ad inventare la memoria di qualcosa di fantasticato. È impressionante osservare che ogni cosa puramente “fantasticata” lo è stata, molto probabilmente, da una mente malata, dove intendo dire snaturata e senza sapienza.

4 marzo 2002

There is an interpenetration of worlds: the finer inhabit the grosser. Alternatively put, the “higher” can know the “lower”. But it is impossible to know what living in a “higher” world might be like from the vantage point of a “lower”. A common mistake is to assume that a higher world is very much the same as ours, only more so. This is a quantitative application to a qualitative dimension. RF

Le mie meditazioni pomeridiane sono così tese ad una soffusa, incoraggiante serenità. Sono così lontane le mie percezioni durante il giorno, nonostante tutto questo tempo a disposizione, nonostante il sole, Orsa e Orsetta, sono così vagamente triste e sconsolato.

Non è accettabile tutto questo come fossi destinato, e non lo accetterò, ma intanto non riesco a godermi questo tempo che riesco a intuire essere speciale e fortunato. Nessuna notizia dall’agenzia in cui sono stato venerdì e non mi riesce difficile mettermi nei panni di chi potrebbe assumermi per i motivi sbagliati. Nessuno può cominciare in un’altra direzione a quarant’anni allo stesso livello in cui stava prima, scendere è inevitabile ed è molto difficile credere che uno come me sia sinceramente, umilmente disposto a farlo. Così, dato che probabilmente dovrò lavorare ancora molto prima che qualcuno mi chiami, sto in qualche modo progettando futuri possibili. E irrealizzabili senza una continua, serena, impegnata, pratica.