4 febbraio 2004

La mia meditazione continua ruota intorno ad un elemento che non costituisce alcuna novita’ in se’ ma che molto spesso dimentico di tenere fermo: la brevissima durata della mia vita. Una cosa in particolare non e’ fattore di particolare ansia per me, e vorrei restasse chiaro dentro ed intorno a me, e cioe’ che non mi rimane molto tempo, quello che deve essere rifinito e precisato e’ davanti ai miei occhi per quanto posso saperne, e questo devo fare prima che il mio stato energetico cambi. Una ottima, sinceramente rilasciata e sorprendente per molti, intervista di Riccardo su “Espresso”, mi suggerisce i termini di una percezione che, pur non essendo molto comune, e’ valida e credo piuttosto condivisa: “non ci risulta l’immortalita’ dell’uomo”.

4 febbraio 2003

A volte queste settimane sembrano proprio una vacanza e niente sembra farmi sentire la sua mancanza. Se avessi tutto il denaro che c’è probabilmente vivrei nello stesso modo, solo molto più isolato. Se il mio piacere consistesse nel fare le cose insieme ad altri mi troverei in un mondo differente, invece consiste nel contenere gli altri, nel comprenderli per quello che sono in potenza, come in una entelechia aristotelica, non come in un ideale illuminista.

Come questa bambina Greta per esempio, che sembra così simile a me ed invece è solo complementare, corrispondente, comprensiva con il suo vecchio padre così lento e impreciso. Lei vede solo quello che c’è, non specula, non fantastica, non invidia ma scopre il suo mondo, il suo corpo e la sua capacità di muoverlo. E nemmeno mangia più per l’eccitazione.

4 febbraio 2002

La mattina passata a parlare con Franco a proposito di quanto sia buona la mia posizione. Non devo trascurare l’idea, probabile anche per lui, che le donne non portino abbastanza nella mia vita e che i guai che mi capitano non siano compensati a sufficienza. C’è stata molta maturazione nel nostro dialogo, e molto è dovuto al suo incontro con Paola, quindi che si può dire? È una gran cosa comunque il sostegno che sento arrivare da lui, in fondo è solo di questo che ho bisogno. E di tutti i punti sui quali mi dà perfettamente ragione. È difficile pensare ad Angelo, ma anche a Gabriella, e a John, a Toni e a Stefania, se devo stare, fare e guardare da solo. Angoli ciechi della mia vita, per guardare nei quali ho bisogno di aiuto, spesso è tutto qui.

Molto più incoraggiante anche Stefania, al telefono. Io non voglio davvero fare la vittima, credo di non essere stato imbrogliato da nessuno se non da me stesso, ma in questo momento della mia vita non penso di poter essere ancora rimproverato, non è questo il modo di aiutarmi, perché spero che questo sia l’intento. Anche Toni sembra così tanto in difficoltà a capire che tutto quello che voglio per me adesso è un nuovo, e nuovo davvero, lavoro. Parlare di affidabilità, di serietà o addirittura di giustizia mi sembra così sciocco quando ci sono parametri così differenti, e quasi sempre piuttosto arbitrari. Ho solo bisogno di essere ascoltato. O forse nemmeno di questo.

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“Uratsokidoji IV: the inferno road, M.D. geist” “The umanoid” Central park media corporation. Courtesy of Tchokushinsha
“Perfect Blue” Yamato srl
“Saving the eskimo” Melodie McDaniel