29 dicembre 2003

Il giorno in cui la mia bambina compie due anni è anche il giorno in cui questo giornale li compie, il mio impegno depositato consiste nel compilare questo giornale quotidiano per mille giorni, qualunque durata mille giorni abbiano, poi l’impegno stesso cambierà natura.

Lo scopo di questo giornale fino ad oggi è stato molto chiaro, registrare il momento più sospeso e più concreto della mia terza vita, preparata fin dal 1996 e portata ad una importante svolta attraverso gli anni della vanità fino alla sincope del 30 settembre 2000. Sarebbe sufficiente in sé ma non è tutto qui: esso regge e dà spessore a quanto di più evanescente e bruciante io abbia mai potuto vedere e cioè la nascita del nuovo mondo nella mia consapevolezza.

Questo è anche il giorno in cui, dopo una meno che ineccepibile organizzazione dei documenti, firmo il mio contratto per tornare ad essere un semplice dipendente regionale.

Eccetto che di semplice in questa procedura non c’è quasi nulla: a sentire Angelo, che molto gentilmente mi telefona, sono possibilmente Uno dei Loro, un membro della ristretta cerchia di Riccardo, il Governatore, l’uomo più ricco e più famoso che forse mi presta attenzione, e ne sono rassicurato e contento, questa è la verità. Il resto della giornata lo passo a baciare questa donna, che è il conforto e la speranza della vita mia. Se mai ho dubitato che il meglio che posso fare è occuparmi di lei, non è adesso.

29 dicembre 2002

Si esce la mattina, in una splendente giornata di sole così inattesa e provvidenziale: un piccolo giro senza il giusto flusso di facce grate.

Non che mi importi molto dello stato delle cose tra le vie di questa città, non credo davvero che la mia presenza futura mi prometta qualcosa, ma via, perché tutta questa ostilità? Tornano senza fretta i sentimenti di vent’anni fa, quando era così evidente che questo non era affatto il mio posto. Ho lasciato che le cose scivolino come pareva loro, e qui mi ritrovo, di nuovo, senza la capacità di chiamare questo posto casa.

La mia piccola dolcissima bambina ha compiuto un anno oggi, un anno scorso senza fretta, con tutto il tempo per riempirsi di attenzione e di baci. È un anno che ricorderemo, questo.

29 dicembre 2001

È una splendente giornata di sole quella in cui ci siamo svegliati. Stefania ha un bel da fare i conti con il suo difficile stato ma la mattina scorre nelle occupazioni usuali, in questa nuova casa che ci ospita in modo così gradevole. Io la guardo e mi chiedo cosa possa succedere di così rilevante, nuovo, inaspettato in una vita come la mia. Sono contento di essere qui, in fondo, mi chiedo solo chi sta pagando i miei conti, oltre a Toni e Stefania, perché sicuramente devo molto e non ho più di che pagare. Ma sto solo speculando sul nulla.

Alla fine della mattinata il tempo si mette a correre e partiamo per un posto in cui non siamo mai stati, in cui non conosciamo nessuno, lontano dalle nostre famiglie in cui abbiamo pensato sia meglio far nascere questa bambina che ha travolto la nostra vita matura come nient’altro avrebbe potuto.

19.00 dopo un travaglio sopportabile, una crisi di respiro e l’intervento inopportuno di un medico, la più dolce, la più forte e la più insolita bambina conosciuta è venuta al mondo, e adesso siamo da soli, tutti e tre, in una stanza silenziosa ed appartata. Dormiremo qui.