24 dicembre 2003

Il mio arrivo in Italia, alla fine di un viaggio importante, che avuto senso e carattere e che mi ha procurato sentimenti inediti sui quali tornerò in futuro, è quasi deprimente. Solo il pensiero del ritorno nella mia piccola casa, e poi dai bambini, da Stefania, mi risarcisce in questo paese di prevaricatori che quando non sono aggressivi sono in difesa, in questo paese di straccioni senza valore, che credono che finchè c’è da ridere, bene, e poi basta scappare all’estero con i soldi degli altri.

A Milano la scortesia e la mancanza di professionalità sarebbero sufficienti, ma poi, persa la navetta a causa della mancanza delle valigie per le quali devo organizzare la ricerca, prendo un pullman di linea, insieme agli slavi che devono fare ancora mille chilometri per rientrare a natale, e sbarco alla stazione a Trieste che mi fa subito sentire fuori luogo. Tutto questo non corrisponde alla comune idea, e perciò, come sempre, non fa che acuire il mio senso di estraneità e di solitudine, che cerco di compensare rientrando velocemente a casa.

A pranzo con la mamma dopo una doccia e il cambio dei vestiti, e dopo il quale sono necessarie un paio d’ore di sonno. Giusto in tempo per comprare qualche regalo ai bambini e correre a Spinea per la cena di natale, con questa piccola famiglia che chiamo mia. Ancora qualche ora per sentire tutto, mentre il giorno più lungo dell’anno si svolge dentro e fuori di me.

24 dicembre 2002

Se esiste il senso del Natale, e non ho davvero motivo di dubitarne oggi, ha preso corpo nella mia vita stamattina presto. Sembra essere questa la giornata in cui lo Spirito Divino è entrato, senza segreti, nella mia stanza. Se si potesse riconoscerlo, serenamente e senza attaccamenti, non sarebbero differenti le nostre vite, le nostre relazioni?

Greta cambia le sue espressioni così come sente cambiare la forma del mondo, velocemente ed imprevedibilmente, il suo continuo stupore: la sua grazia, la sua intensità, derivano in modo molto chiaro dai mutamenti a cui può direttamente assistere. Il mio impegno, in questi anni, sarà permettere a questi meravigliosi bambini di assistere alla nascita del mondo, senza volerla controllare, senza che la nostra piccola volontà possa prendere il posto del sentimento.