19 novembre 2003

La vera minaccia, che si spiega davanti a me, è che io finisca per credere che ci sia una minaccia. Quello che ho davanti è solo amnesia, terrore, inconsistenza. Quello che definisce il pericolo che corro, alla fine, è solo il mio stupore, la mia imperdonabile ingenuità. Che si possa vivere senza di me non è certo stupefacente, ma che questo implichi in qualche modo vivere meglio davvero non mi convince.

Semplicemente non fa nessuna differenza. Il mio nuovo stato, dopo il settembre del 2000, è quello per cui ogni mio comportamento, attivo o passivo, non implica nessuna differenza nell’ambiente. O è solo la mia consapevolezza che ha incluso questo stato che c’è sempre stato?

19 novembre 2002

Davvero molte cose nuove, dietro alle porte semiaperte del QG. Sento una disposizione familiare ed accogliente che non avevo ben intuito finchè non ho chiarito la mia volontà di sostenere e partecipare.

La verità è che c’è davvero molta energia raccolta negli anni e qualcosa sta lentamente germogliando, come se una benevolente tutela ci riguardasse. Proprio ciò che credo derivi dalla familiarità, il rispetto, la dedizione per la musica. Altrimenti perché riusciremmo a passare tutto il nostro tempo ad occuparci di quel che non si vede?