4 novembre 2003

Decisamente in ritardo sulle abitudini, regalo una intera giornata di lavoro ai miei due bambini più vicini, quelli che maggiormente esprimono un qualunque desiderio di restare vicino al loro padre.

E penso alla mia insolita condizione di padre, sparso tra coppie, forse famiglie, differenti. Un padre è colui che alleva i figli, di chiunque siano, ammesso che si possa dire “figli miei” in qualunque senso esclusivo.

Questo autunno ha una caratteristica completamente nuova, la stessa di sempre: schiarisce la mia mente, la rende più equilibrata, più sensata e diretta, e la fa aspirare al servizio. L’autunno che comincia il 21 settembre è completamente entrato nella mia consapevolezza solo oggi.

4 novembre 2002

Una insidiosa, strisciante tensione, piuttosto inedita nello spazio condiviso da Gabriele e me, ma determinata in modo molto chiaro ed esplicito da Fulvio, l’uomo che crede di essere un altro. Ci sono, a mio modo di vedere, molte sottili componenti che concorrono a formare quella che è stata, è e sarà l’identità della casa della musica.

Se è vero che siamo fondati su una scuola di musica di grande successo, è altrettanto vero che questa dimensione è delicata e corruttibile e non può continuare ad essere gestita in modo meno che responsabile.

Oltre ad essere una priorità condivisa, in senso direzionale, incondizionatamente, trovo che sia la giusta faccia pubblica, almeno per il momento e che non sia soltanto questo. Ma la vera questione è proprio quale debba essere la nuova, profonda funzione della Casa della Musica, dei suoi componenti, dei suoi responsabili.

Lo studio di registrazione è una altra parte rilevante, visibile, qualificante, il responsabile dello studio ha un gran peso sulle spalle e sono molte le questioni, anche materiali, a cui deve badare. E ancora non è tutto: quello che si potrebbe definire il legante, il senso unificante del progetto ancora non è abbastanza evidente.

Non è la produzione di un archivio multimediale delle attività, non è l’organizzazione di eventi sonori o didattici o accademici, non è la comunicazione istituzionale, che pure sono parti rilevanti che dovranno progressivamente ed incrementalmente scivolare nelle posizioni spettanti. Il punto vero è una forte, solida, stabile e contemporaneamente avventurosa capacità di affermazione.

Remain in hell without despair.