Instead of hoping for, or relying on, a saviour to come who will illuminate the way, the group accepts responsibility for its own truth. Small step by small step, it relies instead on what the people in the group can reveal of this truth. To do this is to suppose that what can be said or brought forth is not already locked into place as part of the mechanisms of their existence, or in their brains, but comes ‘out of the blue’. It is to trust in the capacity of everyone to be as a ‘prophet’ – in their own country. It does not predicate anything about the source of such revelations. Instead of authenticating what is said by reference to a supposed authority or source, the revelation is taken as it comes.

Tony Blake


Q. What inspires you about the time we are living in?
A: That we might participate in a future that is not yet written.



Molte cose sono possibili insieme, altre sono possibili solo in una solitudine serena, piena, completa.
Mio dovere e responsabilità è continuare diritto per la mia strada.



Le relazioni con i nostri vicini contemporanei sono regolate su codici precisi ed intransigibili: esse non sono affatto personali, non sono singolari, nè caratteriali: sono invece fondate sulla nozione chiara e profonda dell’indivisibile unità del nostro essere, su una fratellanza molto pratica e definita, l’unica ad essere davvero naturale.

I tratti che un gentiluomo ha la consapevolezza di saper distinguere:

La personalità
La singolarità
Il carattere
L’individualità
La natura



Potremmo qui ammettere il valore della competitività, la cui la radice è la stessa di competenza. Ammettiamo cioè che una vada a nutrire l’altra. Ammettiamo, senza fatica, la sportività come tratto fondamentale del gentleman. Avremmo un notevole modo di procedere a disposizione, in effetti.

L’alternativa di valore è la cooperazione, la coalizione, la condivisione di scopi ed intenti. Il moto cesserebbe di essere solo individuale, nell’organizzazione di una coscienza collettiva, nell’esercizio di una democrazia equa. Avremmo un modo notevole di percepire gli eventi in atto.

L’autentica consapevolezza del nuovo non riguarda tanto la gioia di una mutazione fine a sé stessa, quanto piuttosto l’adattamento a condizioni ambientali nuove. L’uso dell’intelligenza e dell’esperienza in un contesto inedito, inaudito, in cui la pratica di principio si svela, in effetti, utile.

Qualunque sia il modo appropriato di affrontare le nuove condizioni, probabilmente dovremmo essere in grado di esercitarne uno come l’altro, il nostro obiettivo non è primeggiare o accumulare vantaggi. Esso è invece compiere ciò che sappiamo essere necessario, senza omissione nè commissione.



La disposizione pionieristica, tratto essenziale del gentleman, riguarda l’investigazione, l’inchiesta, la verifica e la relazione. Tale disposizione, del tutto priva del desiderio di distinzione, riguarda l’esplorazione di un altro mondo possibile, in una dimensione pura, priva di corruzione e rovina.

L’alternativa è il consolidamento, l’organizzazione e la conservazione di un mondo funzionante, abitabile per quanto la corruzione e la rovina siano sostenibili. Un certo grado di usura dei metodi e dei sistemi, infatti, è perfettamente accettabile. Non è affatto accettabile invece transigere il principio.

Ovvio e naturale che ambedue i tratti vitali siano ampiamente complementari. La percezione della corruttibilità del mondo è sostenuta, nei modelli e nella percezione degli stessi, attraverso una ricreazione continua, necessaria alla perpetuazione del principio quanto alla sprezzatura degli oggetti.

Un pioniere costruisce il ponte mentre lo attraversa, gettando ogni conoscenza e giudizio sull’altra sponda. Ogni errore è uno strumento per una conoscenza nuova, ogni caduta una indicazione di opportunità. Per quanto ci riguarda preferiamo vivere sulle isole dalmate, in effetti.



Scopo dell’esperienza artistica visuale è la visione, scopo di quella musicale è l’ascolto. Ogni esercizio di mestiere può molto difficilmente prescindere da una delle due attitudini. La calistenia implicita in una corretta pratica di mestiere è lo strumento primo del mantenimento della gioia.

Condizione necessaria per la continua pratica di mestiere è il gioco. In effetti non esistono giochi finiti, ogni gioco implica rinnovamento, di modo e di procedura, oltre che di scopo e riferimento. Il fine del gioco riguarda soltanto l’esaurimento dei mezzi, il cambio di stato, il passaggio ad un nuovo ambiente.

Condizione necessaria per il successo di mestiere è la sofferenza. Solo la necessità è motore propulsore sufficiente, la spinta non può che essere bruciante: ogni movimento reale, prima di generare energia, genera attrito. Ogni azione reale genera un’energia maggiore di quella impiegata.

Ascolto e visione, riuniti in qualunque processo al tocco e alla degustazione, sono il senso dell’Arte. Compito del gentleman è mantenere la direzione, assicurandosi di evitare le inversioni illecite. In apparenza sono queste inversioni, la cui caratteristica evidente è la riduzione dell’energia, a procurare la fine del gioco.