
Scopo dell’esperienza artistica visuale è la visione, scopo di quella musicale è l’ascolto. Ogni esercizio di mestiere può molto difficilmente prescindere da una delle due attitudini. La calistenia implicita in una corretta pratica di mestiere è lo strumento primo del mantenimento della gioia.
Condizione necessaria per la continua pratica di mestiere è il gioco. In effetti non esistono giochi finiti, ogni gioco implica rinnovamento, di modo e di procedura, oltre che di scopo e riferimento. Il fine del gioco riguarda soltanto l’esaurimento dei mezzi, il cambio di stato, il passaggio ad un nuovo ambiente.
Condizione necessaria per il successo di mestiere è la sofferenza. Solo la necessità è motore propulsore sufficiente, la spinta non può che essere bruciante: ogni movimento reale, prima di generare energia, genera attrito. Ogni azione reale genera un’energia maggiore di quella impiegata.
Ascolto e visione, riuniti in qualunque processo al tocco e alla degustazione, sono il senso dell’Arte. Compito del gentleman è mantenere la direzione, assicurandosi di evitare le inversioni illecite. In apparenza sono queste inversioni, la cui caratteristica evidente è la riduzione dell’energia, a procurare la fine del gioco.



