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Il lavoro umano è il nostro compito sulla terra. Esso è rappresentato dalla transustanziazione delle essenze, in una incessante opera ricreativa, una coocreazione illimitata. Il concerto delle forze umane muta la terra, l’aria, lo spazio intero. Ogni dimensione temporale esiste solo a misurare la mutazione che ogni materia compie, nella riformazione di un equilibrio sempre uguale a sè stesso, sempre diverso.

Ogni cosa è vibrante, ci nutre o si nutre di noi, che siamo esseri vibranti. La nostra essenza è nel tono, nel ritmo e nel timbro della nostra voce. Perfino senza luci ed ombre, colori e forme saremmo riconoscibili, se potessimo cantare. L’universo è una cassa di risonanza, che vibra di luce riflessa, come in una armonia stellare, pronta a cambiare direzione, a scartare, a rivolgersi.

Il lavoro umano muta le forme, le direzioni, l’intero stato delle cose. La grazia e la bellezza lo guidano, la consonanza degli oggetti ne è il risultato. Ma è il cuore dell’umanità che ne esce arricchito, come se la responsabilità umana fosse tutto. Il potere umano non è misurabile, esso riempie la realtà prestando orecchio, occhio, gusto all’immensa bellezza del banchetto preparato per gli umani.