- "This minimal unity of perceptual time, the basis of the cinematic image, underlies the advent of a new 'cinematic hypertrophy': lights, messages, scenes and actions, darkness and immobility, silence and uproar, are nothing but the fixation of a greed without end or purpose . . . just as today we commit ourselves not to a material product but to five-tenths of a second of a television image, so we shall come to 'know' a multitude of people, places and ideas, but solely as momentary flashes, with the transience of an apparition." Claudia Dona's essay in Invisible Design
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Archivi Categorie: metaphysical mumblings
Walking, Alone
- Novembre 4, 2008 – 3:51 am
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Et in Arcadia ego (sum)
- Ottobre 15, 2008 – 9:52 am
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Non si tratta affatto di assecondare o disprezzare l’allineamento pseudo politico delle compagini governative, nemmeno si tratta di resistere o essere schiacciati dalle attività illusionistiche degli operatori bancari: si tratta di tenere unito l’ordine sociale finchè qualcos’altro possa prendere il sopravvento.
Ogni ipotesi religiosa è lecita ed opportuna, quel che non è lecito è il privilegio e la speculazione. Possiamo sostenere del tutto la apparente dualità della fisica opposta alla metafisica, ma solo ogni volta che ristabiliamo le priorità. Le quali vertono sulla preservazione della vita umana reale, quella che nessuna meccanica può interrompere nè sostituire.
L’ordine sociale è minacciato tanto dalla paura quanto dall’aspettativa, le stesse componenti che lo sostengono. L’enfasi è altrove, infatti: essa sta tutta nel consapevolezza che l’essere ha di sè stesso, della sua integrità, intelligenza, luminosità. Ogni ordine composto è sostenuto dalla sua trasparente adattabilità, mobilità, fluidità infine.
Kedidir Kedi
- Ottobre 13, 2008 – 8:23 am
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La gioia che deriva dalla consapevolezza dell’attuale condizione nostra è limitata soltanto da una mente squilibrata. Il valore di ogni nostra azione essendo reale solo in una dimensione simbolica, multidimensionale e trascendentale, è attribuito attraverso la mutazione avvenuta nel processo, non certo alla luce dell’apparente risultato.
Le vere attività umane, la danza per esempio, la scherma o la temperanza, sono caratteristiche del moto simbolico, che procede per analogia ed assonanza, nell’accordatura immaginaria del nostro strumento. Ogni gesto è misurato dal timbro vocale che è in grado di provocare, dalla eco glottologica che genera, percepibile dall’effetto che esso produce in bambini e cani.
Il nostro stato attuale è quello del cuciniere, capace di procurarsi sostanze primarie sulle quali esercita un controllo solo approssimativo, eppure teleologico. Possiamo tritare le verdure con un certo valore estetico eppure privo di sentimentalismo. Possiamo identificare la corretta temperatura del tegame al momento di rompere le uova, le quali contengono ogni speciale potenzialità ci sia propria.




