Those who wander are not lost
He who defines himself cannot know who he is - Tao Te Ching
Nel divenire mondano si trovano fili luminosi che ci connettono con una dimensione più oggettiva, imparziale, sacra. Sono fili di consistenza leggera ed effimera, vere apparizioni illuminanti e liberatorie, che permettono alla mente di sospendere il suo incessante eloquio, teso a colmare i vuoti della nostra esperienza.
Perdersi nel mondo è una esperienza reale. Sarebbe sorprendente se nel mondo ci potessimo trovare, se potessimo dire ora sono qui: la più reale delle esperienze, che non ha più nulla di mondano. La sospensione del giudizio riguardo le cose del mondo è una importante necessità, l’accettazione di un dolore transitorio toglie forza allo stesso dolore.
La perdita di connessione con un ambiente preciso può provocare un grande dolore, sarebbe meglio non sentirsi soli in questa condizione. E’ inevitabile esserlo d’altra parte, la pratica di preparazione fa tutta la differenza. Questa pratica consiste della rinuncia alla definizione del prodotto, alla totale concentrazione sul processo. Su come farlo, non su cosa fare.






