Diogene Malamati

Dicembre 24, 2008

Watch as the Sky Closes In

Archiviato in: lost — by diogene malamati @ 6:33 pm


Tentò di realizzare la condizione del momento, di rilasciare la tensione. Non fu affatto facile controllare lo squilibrio chimico generato dagli eventi delle ultime ore, si mise a sedere e chiese da bere, il sole stava tramontando e la luce mutava di temperatura. Sentiva il cuore battere e si chiese quale potesse essere il prossimo passo, il discorso di cui era stato oggetto era chiaro e netto. Era stato espulso dal suo circolo, destino peggiore di una qualunque morte fisica, nella sua nozione del mondo.

Luglio 1, 2008

Men Without Neighbours

Archiviato in: lost — by diogene malamati @ 11:36 am

The level of our understanding determines the extent to which we may participate in the ongoing benevolence that is the Creative Impulse.

RF



Forse non devo e certamente non voglio evitare la piccola polemica innescata da un mediocre e provincialissimo scrittore friulano che si appella alla “tradizione, alla sacralità ed al mistero della nostra esistenza” ponendo sè stesso al traino nientemeno che di Elémire Zolla, di Cristina Campo e di Guido Ceronetti.

Lasciando perdere completamente l’irrisoria opera dell’intera genia identificata in una vagheggiata cultura di destra residente nella nostra regione, quel che mi interessa è l’illecito appropriarsi di meditazioni sapienti e coltissime da parte di qualunque losco figuro, a sostegno di una fantasiosa identità culturale.

Scopo dell’intera letteratura occidentale moderna, da Balzac a Tolstoj, da Dickens a Manzoni è una meditazione informata sullo stato attuale di un cerchia culturale limitata e precisata, alla ricerca, nel migliore dei casi, di una certa universalità del punto di vista ferocemente umano.

Le vette di questa letteratura consistono di una immagine luminosa ed intensa che tiene conto fermo sia del comunicabile che del suo opposto, il mistero: ciò che non è soggetto ai termini, limitatissimi, della comunicazione. Esiste, attualmente e nei fatti, una incomunicabilità culturale che riguarda molti oggetti attualissimi dell’osservazione imparziale.

Dicembre 8, 2007

Lost unto This World

Archiviato in: lost — by diogene malamati @ 8:41 pm

Those who wander are not lost
He who defines himself cannot know who he is – Tao Te Ching

Nel divenire mondano si trovano fili luminosi che ci connettono con una dimensione più oggettiva, imparziale, sacra. Sono fili di consistenza leggera ed effimera, vere apparizioni illuminanti e liberatorie, che permettono alla mente di sospendere il suo incessante eloquio, teso a colmare i vuoti della nostra esperienza.

Perdersi nel mondo è una esperienza reale. Sarebbe sorprendente se nel mondo ci potessimo trovare, se potessimo dire ora sono qui: la più reale delle esperienze, che non ha più nulla di mondano. La sospensione del giudizio riguardo le cose del mondo è una importante necessità, l’accettazione di un dolore transitorio toglie forza allo stesso dolore.

La perdita di connessione con un ambiente preciso può provocare un grande dolore, sarebbe meglio non sentirsi soli in questa condizione. E’ inevitabile esserlo d’altra parte, la pratica di preparazione fa tutta la differenza. Questa pratica consiste della rinuncia alla definizione del prodotto, alla totale concentrazione sul processo. Su come farlo, non su cosa fare. 

Pagina Successiva »

Supportato da WordPress.com