Questo gioco della comunicazione a fini di elezione, che a me pare il più perverso di tutti, non è altro che una importante messa in scena finalizzata alla vendita. Troppo facile, e piuttosto stupido, considerarsi indifferenti. Impensabile, e piuttosto triste, farsi coinvolgere.
La meditazione ideologica è interessante. La pratica di attraversamento, di visita del mondo, spesso, consiste proprio di questo. L’esposizione ad una idea, attraverso una elaborazione personale di qualità, che conduca ad una esperienza piena, conclusa, completa.
Condizione perchè questa meditazione sia utile è che essa sia qualificata, cioè pregna di qualità, impegno, intelligenza. La passione filosofica, e quindi linguistica, politica, pratica è un tratto fondamentale dell’uomo sociale, che si riunisce in comitato per popolare il mondo.
La democrazia consiste di una continua meditazione comune, della messa insieme di visioni ideologiche differenti, ai fini di una lungimirante utilizzazione degli organismi sociali, di cui siamo contemporaneamente costruttori ed abitatori. L’esercizio democratico è, pure, molto impegnativo.
Alla base dell’esercizio democratico c’è il senso del servizio: ci mettiamo al servizio della struttura che ci ha permesso di elaborare la nostra visione ideale, ci mettiamo al servizio della struttura che crediamo ci permetta di praticarla. Ci mettiamo al servizio di maestri, più esperti ed intelligenti di noi, e di una società, che ci permette di imparare da loro.
Differente la struttura gerarchica, differente l’esercizio del procurarsi un potere personale, speciale, arbitrario. E’ differente il gioco perverso in cui viene eletto al potere colui che ha organizzato una migliore tattica di offesa, colui che non intende servire, ma servirsi.
Ci sono fondamentalmente due paradigmi ideologici davanti a noi: quello per cui il maggior benessere spetta a colui che si sa distinguere, emergere in senso gerarchico, e quello per cui il proprio bene personale è il bene di tutti, in una comunità che si identifica con i propri leader.
Ciascuno degli schieramenti che incontro per la strada sostiene ambedue i paradigmi, in un esercizio di buona fede che non ha limiti in quanto a produzione di danni. Il mondo che si prestano a governare nemmeno esiste più, il loro è una specie di viaggio nostalgico insieme ai propri elettori. Di cui non posso in nessun modo farmi parte.