Amava il posto per l’atmosfera neutra, che lui considerava molto intima quasi in una sorta di perversione, specie nelle prime ore del giorno, nelle quali la sala era frequentata da un numero limitato di silenziosi abitudinari. Era libero di sistemarsi nel tavolo d’angolo, da cui poteva vedere entrare ed uscire chiunque, e seduto al quale non era facile notarlo. Possedeva il suo tempo, ne aveva l’esclusiva ormai, ed era fermamente intenzionato ad usarlo.
Dicembre 23, 2008
Aprile 27, 2008
Where Would You Hide?
Nella costruzione del luogo in cui risiediamo nessuna legge è stata infranta. Ogni singolo anfratto ci corrisponde, e contiene la memoria di ciò che abbiamo detto. Meglio raccogliere ogni luce a cui ci troviamo ad avere accesso, per depositarla nell’angolo della casa che intendiamo usare quando perdiamo l’orientamento.
Ogni confessione uno sgravio, ogni sguardo fermo su noi stessi una liberazione. Non c’è crimine che emerga dalla gioia: ogni abuso deriva dalla mancanza, di gioia come di direzione. La leggerezza che ci occorre per respirare un’aria migliore sta in ciò che lasciamo andare, non in ciò che conquistiamo. Non so nient’altro.
Infero è lo stato della mente rifugiata dalle responsabilità come dalle opportunità. Malevolo è l’indirizzo di una definizione a chi ci fa da specchio, e tale sarà il giudizio che tentiamo di sfuggire. L’equivoco su quello che siamo ci porta nemmeno tanto lentamente all’esclusione, proprio ciò di cui siamo responsabili nei confronti di un altro.
Aprile 23, 2008
Beware Sun Blade
La rete di coincidenze che chiamiamo realtà è costituita da una tessitura mobile, instabile e mutevole. Anche i materiali sono transgenici e caratterizzati da una motilità interna, che nulla aggiunge in termini di sicurezza e garanzia: le nostre speciali ossessioni. Gli amministratori ci promettono quasi soltanto sicurezza, la cosa meno probabile dell’universo, per conquistare il nostro consenso.
I dispositivi di rinforzo della nostra rete: famiglia, occupazione e proprietà privata, sono in dissoluzione davanti agli occhi di tutti, eppure promesse di tutela, completamente campate in aria, sono l’oggetto dell’azione di propaganda di ogni parte. In una difesa pseudointegralista di questi valori si cela ogni abdicazione di responsabilità, ogni legittimazione speculativa. Senza rinforzi, intanto, la rete cede.
Da parte mia non c’è nessun timore per questa cedevolezza, che considero naturale ed accettabilissima. La tragedia sta tutta nella percezione comune, che i miei vicini hanno, e nella agghiacciante condizione emotiva in cui questi precipitano. La fede che abbiamo in una qualunque interpretazione della realtà deve necessariamente, comunque, venir messa a dura prova e resistere tanto quanto è solida.
Come la nostra mente si comporti, di fronte alla cessazione della fede, è un oggetto importante della mia osservazione. Credo che la consapevolezza del nostro stato attuale sia una priorità, anche più di ogni senso funzionale alla visione positiva di per sè, ad ogni costo. Credo che il miglior punto di partenza sia quello in cui siamo, eccetto che può darsi che non lo conosciamo.




