Mon hypothèse de travail était que toute mémoire un peu longue est plus structurée qu’il ne semble. Que des photos prises apparemment par hasard, des cartes postales choisies selon l’humeur du moment, à partir d’une certaine quantité commencent à dessiner un itinéraire, à cartographier le pays imaginaire qui s’étend au dedans de nous. En le parcourant systématiquement j’étais sûr de découvrir que l’apparent désordre de mon imagerie cachait un plan, comme dans les histoires de pirates.
Chris Marker.

Accetto senza alcuna difficoltà il concetto secondo cui la rete globale è un ecosistema. Ho in mente una struttura ecosistematica quando analizzo un qualunque fenomeno generativo e ripercussivo su questa rete. Mi interessa soprattutto il fatto che nessun ecosistema, credo per definizione, contenga una potenza demiurgica identificabile. Pure ogni sistema integrato e sostenibile, non votato perciò alla semplice autodistruzione, possiede un modo informativo invisibile, ineffabile.
Probabilmente ci sono dei nodi nella rete che credono di generare informazione, di esserne in qualche modo i creatori: ma l’informazione, in una definizione ampia quanto etimologica è ciò che da forma, che genera apparenze e contenitori. In un ecosistema degno di questo nome tocca alla cultura amministrare contenuti destinati o meno a durare, atti a nutrire o a svanire. Il ciclo dell’acqua somiglia a quello della diffusione e distribuzione di questi contenuti, pregni di oggetti proteici ed energetici.
Un ecosistema destinato a fiorire si regge su equilibri fondamentali: ciascun prodotto di scarto è nutrimento in un insieme adiacente, solo apparentemente minore o subordinato. Di conseguenza ciascun insieme ben nutrito è destinato a crescere, a diventare fonte di nutrimento ed inspirazione per altri insiemi meno vistosi o addirittura inauditi. Ma il circolo deve essere completo, la disposizione simbiotica è necessaria all’avvicendamento equilibrato. Inoltre ogni sistema ecosostenibile possiede una ciclicità osservabile.
Un ecosistema di successo implica quindi all’origine una luminosità entelechiaca forte e potente per quanto non sempre attentamente osservabile. Se la rete globale fosse destinata a divenire culla e sostegno, dovrebbe prendere una consapevolezza profonda della fonte energetica che ne ha stabilito la crescita in primis. Questa consapevolezza potrebbe diffondersi in forme differenti, profondamente utili per il rafforzamento dei tratti davvero informativi. E dare luogo ad una vera fioritura umana.