
La casa sull’isola è piccola e vagamente decaduta, una casa di contadini con pretese artistiche, oppure di artisti con pretese colturali, non so. Ma lo spazio che viene occupato ha un qualcosa di trascendentale, quasi arcadico. E’ l’aria della laguna, oltre all’orizzonte esteso, la quale permette a luci atmosferiche inaudite di avvicendarsi.
I nostri ospiti sono loquacità e discrezione insieme, la cena intrigante, il vino scorre con piacevolezza. Ci sentiamo trattati bene, per quanto qualcosa nell’insieme non riesce a quadrare. La presenza di Lucio, antico maestro, è lieve e dispersa. Forse lui non avrebbe potuto prevedere questo piccolo mondo affidato ad una cura minore della sua e di Clementina.
Mi vieni in mente mentre il padrone di casa racconta le sue storie. Mi vieni vicino mentre legge di lingue antiche, e suoni profondamente familiari, come in un volo estatico, come in una transe inspiegabile. La tua presenza è differente, e mi rifugio in te. Se pure la nostra vita è un sogno, carico di immaginazioni, di proiezioni e di allusioni, mai più dirò che è solo un sogno.


