Nel mio imperdonabilmente ingenuo modo di attraversare il mondo incontro indifferenza, aggressività, oltre alla mancanza di una vita interiore e della ricerca di un significato della vita umana sulla terra. Non che mi manchi la pratica o che io sia personalmente sconvolto da tutto questo, ma mi restano delle perplessità.
I miei vicini hanno una sempre sorprendente difficoltà emotiva ad accettare i propri sentimenti. Questo li conduce, come capita pure a me, ad una certa rigidità mentale in termini di opportunità da cogliere, e ad una grande indecisione fisica nel godersi questo meraviglioso pianeta e le sue lussureggianti meraviglie.
Dovremmo cantare assieme, cucinare assieme, ma almeno: dobbiamo ringraziare insieme mentre spezziamo il pane. Anche se non siamo tutti capaci di mantenere una conversazione completa mentre ci sediamo allo stesso tavolo a mangiare, dovremmo apprenderne la tecnologia. Perchè abbiamo un terribile bisogno di questa forma di compagnia, mentre affrontiamo eccitazioni e depressioni comuni.
Una delle cause di questa acuta psicopatogenesi che ci circonda è che le parole vanno in frantumi e diventano insignificanti. Diventa improbabile sostenere una buona conversazione quando siamo depressi, ma non è impossibile stare insieme. Un buon pranzo ci serve a ricordare quanto fortunati siamo ad essere in un luogo in cui le parole, se le usiamo con considerazione prendendole dal cuore, possono ancora essere significanti e deliziose.







