Nella costruzione del luogo in cui risiediamo nessuna legge è stata infranta. Ogni singolo anfratto ci corrisponde, e contiene la memoria di ciò che abbiamo detto. Meglio raccogliere ogni luce a cui ci troviamo ad avere accesso, per depositarla nell’angolo della casa che intendiamo usare quando perdiamo l’orientamento.

Ogni confessione uno sgravio, ogni sguardo fermo su noi stessi una liberazione. Non c’è crimine che emerga dalla gioia: ogni abuso deriva dalla mancanza, di gioia come di direzione. La leggerezza che ci occorre per respirare un’aria migliore sta in ciò che lasciamo andare, non in ciò che conquistiamo. Non so nient’altro.

Infero è lo stato della mente rifugiata dalle responsabilità come dalle opportunità. Malevolo è l’indirizzo di una definizione a chi ci fa da specchio, e tale sarà il giudizio che tentiamo di sfuggire. L’equivoco su quello che siamo ci porta nemmeno tanto lentamente all’esclusione, proprio ciò di cui siamo responsabili nei confronti di un altro.

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