
Gli uomini e le donne si conoscono. Si girano intorno danzando senza prudenza, si guardano, si toccano, si baciano e volano via. La nostra stazione nel mondo, irrimediabilmente sempre più lunga, ha tratti in cui possiamo riflettere l’intera natura del nostro essere, che a questo è finalizzata questa stazione, a vedere da un’altra angolazione quel che è necessario.
Altro discorso è quando energie più alte si insinuano, quando il livello di intelligenza è maggiore. Se queste intelligenze desiderano entrare nel mondo, proprio come ad incarnarsi, messaggeri le precedono. Ed il mondo si fa da parte quand’è esposto alla luce della Via, della Verità, della Vita, uno spazio ulteriore si apre, come una dimensione nuova.
We do not see our Blind Spot. If we are sour, we do not see our sourness. This is so close to us, it escapes our notice. But, we do see that the world is unfair. And this makes us sour.

Immaginazione fervida quella di chi vede un futuro per le nostre abituali congerie. Se si potesse ricevere un soldo per ogni illusione prospettica che si para davanti ai nostri occhi e: Se solo fossimo capaci di vedere la povertà del nostro spirito. E quanto poco capaci siamo di organizzare la costruzione del nostro essere futuro. Tutto quello che riusciamo a vedere, spesso, è la gratitudine che non riceviamo, dopo essercela sinceramente meritata, ah mondo ingrato, ah ingiusta condizione la nostra.

Sono in grave difficoltà con i leader tecnocratici, specie quelli postideologici scialbi e sprovvisti di una visione di ampio respiro. Non so perchè ma mi sembrano sempre privi di qualunque reale progetto di riforma, nonostante il fatto che vengano sempre trascinati da circostanze misteriose, da loro mai pianificate, a prendere parte a colossali crociate difensive.
Sono disperato con i leader nostalgici, pittoreschi e variopinti, gli imperatori delle colonne dei giornali e degli spazi televisivi, che nonostante siano sotto sforzo per raggiungere l’inutilità riescono sempre a farsi mettere alla gogna.
Ma sono i leader eccentrici quelli che più mi deprimono: fascisti francesi, magnati dell’informatica che aspirano alla funzione pubblica e i presenzialisti della “società civile” che, specializzati in provocazioni da teatro di strada stravedono per il politico di nicchia bravo a mercanteggiare nel retrobottega.
Quando il gioco si fa folle, i folli si fanno professionisti, per me rimangono solo gli angusti confini del mio giardino.