Sulla collina è buio, il profondo e silenzioso attimo di buio che precede il sorgere del sole. Ma i miei uomini sono tutti svegli, pronti e preparati per lo scontro, silenziosi come chi sa quello che lo attende, e non intende certo tradire il suo onore. La notte ho dormito, anche se i miei sogni sono stati insoliti ed intensi: Roshi, seduto nel suo giardino, come tante volte lo avevo potuto incontrare, mi presentava i miei avversari, quelli che nella valle di fronte aspettavano, come me.
I miei fratelli, i miei cugini, gli abitanti del mio villaggio. I miei maestri stessi si trovano di fronte a me in silenzio, non ci sono che i rumori del vento in questo momento in cui posso vedere ciò che mi attende, che dopo questo giorno nulla tornerà com’era. Ma ora Egli mi parla dicendo: Abbi coraggio figlio, affronta quel che troverai di fronte a te oggi come se potessi continuare a guardarlo da questa collina, nessuno, nessuno di quelli che colpirai si trova in uno stato differente dal tuo.
Oggi il gioco è più difficile, oggi devo combattere chi maggiormente mi è familiare, mi sembrerà di affrontare tutto quello che so, tutto quello che sono stato, e non so cosa rimarrà di me dovessi vincere. Ma Egli dice: Nulla di quanto accadrà oggi è altro che già accaduto, ciascuna delle figure che incontrerai è già morta, e tu lo sai. Limitati ad assecondare la mia volontà, nella rituale messa in scena che è necessaria per la vita, ed io ti terrò in gloria.