Diogene Malamati

Aprile 30, 2009

Out of Nothing

Archiviato in: dark — by diogene malamati @ 6:42 am

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La casa sull’isola è piccola e vagamente decaduta, una casa di contadini con pretese artistiche, oppure di artisti con pretese colturali, non so. Ma lo spazio che viene occupato ha un qualcosa di trascendentale, quasi arcadico. E’ l’aria della laguna, oltre all’orizzonte esteso, la quale permette a luci atmosferiche inaudite di avvicendarsi.

I nostri ospiti sono loquacità e discrezione insieme, la cena intrigante, il vino scorre con piacevolezza. Ci sentiamo trattati bene, per quanto qualcosa nell’insieme non riesce a quadrare. La presenza di Lucio, antico maestro, è lieve e dispersa. Forse lui non avrebbe potuto prevedere questo piccolo mondo affidato ad una cura minore della sua e di Clementina.

Mi vieni in mente mentre il padrone di casa racconta le sue storie. Mi vieni vicino mentre legge di lingue antiche, e suoni profondamente familiari, come in un volo estatico, come in una transe inspiegabile. La tua presenza è differente, e mi rifugio in te. Se pure la nostra vita è un sogno, carico di immaginazioni, di proiezioni e di allusioni, mai più dirò che è solo un sogno.

Aprile 29, 2009

Shifting White Sands

Archiviato in: bitches brew — by diogene malamati @ 7:59 am

Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang

Sail to me
Sail to me
Let me enfold you
Here I am
Here I am
Waiting to hold you

Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks,
For you sing, touch me not, touch me not, come back tomorrow:
O my heart, o my heart shies from the sorrow

I am puzzled as the newborn child
I am troubled at the tide:
Should I stand amid the breakers?
Should I lie with death my bride?
Hear me sing, swim to me, swim to me, let me enfold you
Here I am, here I am, waiting to hold you

Tim Buckley – Song To The Siren



Una qualunque idea di identità, come contenitore unico di ogni singolo nostro sentimento, ha lo spessore di una ragnatela. Vero che ne abbiamo bisogno, in questa nostra incessante azione comunicativa da insetti, ma gli umani hanno bisogno anche di ambienti più avventurosi.

Scopo della indefinita moltiplicazione dei personaggi è il giro del mondo dei punti di vista, da cui ogni idea degna di attenzione emerge. In una sfaccettata, quasi cubista esperienza del mondo, risiede ogni speranza di organizzare una vera intelligenza comune.

Tratto esplicativo della teoria della personalità stabile è la necessità comune. Nella definizione di una comunità pseudo etnica ci si fonda su stranezze come una bandiera, un esercito, una banca comune. Ma soprattutto sulla pseudo stabilità personale.

L’atteggiamento populista e finto identitario nasconde solo una profondissima malafede, quando non una ignoranza pressocchè totale della natura umana. Nella nostra natura, in effetti, siamo una moltitudine, spesso: un altro.

Aprile 28, 2009

Lost in the Woods

Archiviato in: Air — by diogene malamati @ 3:38 pm

“mi sembra che ormai esistano solo storie che restano in sospeso e si perdono per strada”

Italo Calvino


E’ una lunga storia, Amore mio. E’ una storia frammentata e mai lineare, ma non è una storia confusa. Invece ciò che la distingue è la sua purezza e la sua semplicità, la sua completa integrità, così simile alla giustizia. E’ una storia colma di malintesi e serietà, di equivoci e comprensione. Non voglio dire che sia una storia impeccabile. Voglio solo dire che è una bella storia.

Di una sensazione sto parlando, non solo di un sentimento. Un sentimento è solo poco più che un’idea, una sensazione è un sentimento messo a dura prova. Che ha preso corpo oltre che anima, che si svela in una composizione carnale ed estremamente energica, attraverso una arco di tempo non sospetto, attraverso una espressione parziale ma gioiosa. Oltre che sofferente.

Con tutti i nostri abbandoni, con la nostra tradita fedeltà, con ogni possibile consumazione, sino a sfiorare pericolosamente la rovina. Ed è una storia letteraria, tutta scritta e letta. Una storia commovente, che ci permette di ridere come bambini. Vorrei fosse percepibile da fuori come la storia di un solo cuore autentico, pulito e splendente.

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