When life seems to be treating us hard & unfairly, and people don’t seem to be giving us what we want, one approach is to blame the world & other people. It’s not my fault! What have I done? Another is to reflect on what it is in us that might lead to these (subjectively felt) cruelties, unfairnesses & rebuffs. The principle is: we attract to ourselves the life that we live. RF

I miei sono piccoli monologhi conclusi nella presunta esistenza di un uomo molto piccolo e sopravvalutato. Domande e risposte mi giungono in modo frammentato, attraverso i mezzi inconsistenti dell’intelligenza umana. Non che io abbia a lamentarmene, mi viene dato molto più di quel che merito, ma questa malinconica visione di un panorama ristretto che conduco: vorrei venisse allargata.

D’altra parte, non ho il tempo di curarmi di chi non è impegnato nella mia stessa direzione, non è fatto della mia stessa pasta, non intende accettare o comprendere. E’ una esistenza molto impegnata la nostra, sia che si cerchi una visione imparziale o che si desideri piuttosto una consolazione illusoria. Pure, alcuni di noi sono impegnati a resistere al dolore di una esistenza misera umiliando i propri vicini, solo per sentirsi un po’ meglio.

Che la mia corrispondenza si realizzi con individui sani e decenti, questo è il mio auspicio. Esseri aspiranti all’umanità, che guardano alla nobiltà ed alla presenza di spirito, al coraggio e alla generosità come virtù fondanti, pure se consapevoli della propria povertà, dell’irrisoria scalfittura nel tempo che tutti siamo, quando siamo troppo isolati. Auspico una connessione ferma, e pulita, con costoro.

Sono costretto a tenere la mia rotta, chè mai ho potuto scegliere. Sono responsabile della continuità del mio impegno, che non è un merito ma il mio unico collegamento con il principio. Sono colpevole di rigidità, di resistenza e di negligenza, non lo sono di avidità, di lussuria, nè di invidia. So di essere un esempio, e su questo mi regolo. Non sono che l’immagine dell’ombra di me stesso, ma senza sbavature.